Coppa Interamnia, appello alla città: «Ci siamo ancora»

Il patron Montauti progetta un ritorno in grande stile ma chiede più sostegno «Il Comune ci dica se vuole aiutarci o saremo costretti ad andare altrove»
TERAMO. Buongiorno, teramani. Vi ricordate della Coppa Interamnia? Noi siamo ancora qui. E se qualcuno ci dà una mano torneremo, a emergenza passata, con un evento più bello e grande di prima. È questo, in sintesi, il messaggio che Pierluigi Montauti, patron di quello che è stato ai tempi d’oro il più grande torneo giovanile di pallamano del mondo, vuole lanciare in un’intervista al Centro. E quel “qualcuno” a cui si riferisce è soprattutto l’amministrazione comunale.
Montauti, il Covid ha cancellato due edizioni della Coppa. Lei e i suoi collaboratori cosa state facendo?
«Approfittiamo di questa pausa durata due anni per riflettere e riprogrammare la Coppa da tutti i punti di vista, dalla base. Intanto la settimana in cui avremmo dovuto fare la Coppa _ dal 12 al 20 luglio _ la riempiremo d'iniziative. Faremo incontri e convegni e diremo cosa abbiamo fatto e cosa faremo. Perché nel 2022 torneremo, i club sono tutti ben disposti e i rapporti non si sono mai interrotti. E nel 2023 c’è il cinquantennale della prima edizione, che vogliamo celebrare in modo degno. In questo periodo noi abbiamo capito tante cose, speriamo di farle capire a chi di dovere».
A chi si riferisce?
«Abbiamo notato che negli ultimi tempi della Coppa non si è più parlato. E quando senti interviste a personaggi autorevoli che dicono che è importante Natura indomita, o il Natale teramano, un po' ti dispiace».
Si riferisce al Comune. Ma l’attuale amministrazione non vi aveva assicurato un appoggio che sarebbe durato nel tempo?
«Sì, il sindaco parlò di un consorzio di enti per rilanciare la Coppa. Era il luglio 2019, poi più niente, neanche una riunione. Non c'è mai stato un seguito a quelle dichiarazioni, e non per colpa del Covid che è arrivato molto dopo. Anzi, ho l'impressione che quella bella idea del consorzio sia stata trasferita ad altre iniziative. E non va bene, perché la Coppa ha dato tanto alla città e tanto potrebbe dare ancora. Quando non la senti nemmeno menzionare e noti che l'interesse è rivolto a iniziative che partono da zero ti viene da pensare. Ma non vale solo per la Coppa. Io ho fatto l'assessore alla cultura e ho visto che a Teramo ci sono tante cose belle e uniche che caratterizzavano la città e che ora sono sparite, come la Grande cucina teramana, o hanno perso slancio, come il premio Teramo e Pigro. Gli amministratori attuali sono giovani, hanno idee diverse dalle nostre, magari hanno voglia, e giustamente, di creare qualcosa di nuovo. Ma le cose belle che già ci sono vanno valorizzate».
Ma non c’è nessuno che sostiene la Coppa?
«Per fortuna c'è: l'assessore regionale Quaresimale ha fatto una leggina e questo ci permette di stare in piedi. Questo atto concreto dovrebbe spronare altri a seguire questa scia. Infatti in quella settimana di luglio vorremmo arrivare a concludere qualche cosa: raccoglieremo idee e proposte per unirle alle nostre e fare qualcosa d'importante. Se poi a Teramo non c'è la volontà non è detto che la Coppa non possa scivolare altrove, verso la costa. Ovviamente dispiacerebbe sia a noi che agli stranieri, che amano Teramo, ma non vogliamo far morire questo evento. Anzi, stiamo pensando di allargarlo».
Però la Coppa negli ultimi anni aveva perso slancio...
«Sì, è vero, e per tanti motivi: gli enti non hanno più dato i contributi di volta, le sponsorizzazioni non si sono potute fare più, i Comuni non hanno più potuto dare una mano ospitando le squadre, sono nati altri tornei sulla scia del nostro. Ma la Coppa si può rialzare benissimo, ci sono le condizioni. Si tratta di capirlo e di volerlo fare. La nostra non è una polemica ma un auspicio, una richiesta di essere considerati. E non solo come evento sportivo».
Ovvero?
«La Coppa è un patrimonio da molti punti di vista, perché ha contatti in tutto il mondo. Sfruttando quei contatti si potrebbe lavorare in modo da creare un organismo che è impegnato tutto l'anno in vari campi: cultura, scuole, gemellaggi, commercio. La pallamano sarebbe solo un aspetto, pensate a tutto quello che c'è dietro: potrebbero nascere mille occasioni, un mare d'iniziative. Qualcuno l'ha capito, il consigliere comunale Luca Pilotti ha in mente questo organismo. Se si facesse, e non finisse in mano alla politica, sarebbe l’ideale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

