Coppa Interamnia, c’è un piano: «Nel 2023 l’edizione del rilancio»

15 Luglio 2022

Nasce un comitato scientifico per l’appuntamento con il 50° anniversario: il presidente è Antonetti Partita la macchina organizzativa, prevista la partecipazione di 100 nazioni. Attesi 15mila atleti 

TERAMO. Una nuova visione con nuove prospettive ripartendo dai tre anni di stop a causa della pandemia e dalla nomina di un Comitato scientifico di indirizzo per le celebrazioni del 50° anniversario nel 2023. Così la Coppa Interamnia riparte per presentarsi l’estate prossima in una veste nuova ancor di più aperta al territorio, al mondo, alla pace e all’inclusione. Un progetto ambizioso presentato nella serata di musica, storie e sport “The next score” mercoledì sera in piazza Martiri. Un assaggio di quello che sarà, senza dimenticare ciò che è stato con dei flash di racconti, immagini e testimonianze dal mondo e soprattutto per portare un po’ di Coppa anche in questi anni di stop per il Covid e per la guerra in Ucraina. Ma non si è fermata l’associazione promotrice e organizzatrice “Interamnia World Cup” presieduta da Pierluigi Montauti che ha nominato un comitato scientifico costituito da persone esperte e legate al torneo che si occuperanno proprio dell’edizione speciale del cinquantennale in un’ottica sportiva, culturale, sociale e turistica. Al timone, nel ruolo di presidente Carlo Antonetti, ex patron del Teramo basket che ha condotto anche la serata, affiancato da Luciano D’Amico, Carmen Buzzarri, Stefano Cianciotta, Roberto Zecchino, Giampaolo Calvarese, Antonio Forlini, Carlo Rodomonti, Angelo Limoncelli, Clem Cimini e Antonio Sorgi. Per le celebrazioni il torneo avrà una dimensione regionale con alcune tappe nelle altre province, anche se il Teramano rimarrà il quartiere generale con il coinvolgimento dei comuni nell’ospitalità e in alcuni eventi. Nella competizione verranno coinvolte 100 nazioni che hanno già dato adesione, un record assoluto, grazie anche ai 210 ambasciatori nel mondo con lo svolgimento di 10 tornei internazionali, 6 di pallamano nelle varie discipline e con un omaggio agli altri sport come il calcio, il basket, la pallavolo e il rugby. 15mila circa gli atleti e i collaboratori attesi con la città che si aprirà al mondo in un interscambio sportivo-culturale con un viaggio per gli ospiti nella teramanità presente e passata nei vari settori artistici e con particolare attenzione al tema della pace con l’arrivo di squadre da città martiri della guerra. Ma allo stesso tempo la Coppa che emigrerà e promuoverà, entro due anni sempre a partire dal prossimo anno, tornei di pallamano in Nepal, Guatemala, Cipro del Nord, Sudafrica, Samoa americana.
Un’organizzazione che coinvolgerà a tutto tondo la città, le istituzioni, gli altri comuni e i cittadini in un lavoro di squadra. «Fino a un anno fa sembrava che la Coppa dovesse finire per il Covid e la crisi», dice Montauti che è anche coordinatore del progetto, «ora non mi sembra vero che sia nato questo organismo per una eccellente riuscita delle celebrazioni del 50°, ma soprattutto che getta le basi per un nuovo e radioso futuro della Coppa Interamnia. Lavoreremo senza sosta per rivedere e potenziare organizzazione e logistica e donare alla città un’edizione indimenticabile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA