Coppa Interamnia: nel gran finale teramani sul podio

L’Under 16 maschile dei Lions conquista il secondo posto Il M5s: ormai è una festa tutta birra e rifiuti, va cambiata
TERAMO. Dopo anni di assenza dalle posizioni di vertice alle finali della Coppa Interamnia, quest’anno una squadra teramana è riuscita a strappare il secondo posto nella finalissima giocata al campo dell’Acquaviva. A portare alta la bandiera di Teramo tra le blasonate compagini della pallamano mondiale è stata l’Under 16 maschile dei Lions Handball Teramo che ha schierato in campo numerosi ragazzi della Teknoelettronica Teramo e battuta di 5 punti in finale dagli atleti francesi della squadra Uold Tassin. Si è piazzata discretamente conquistando il quarto posto anche l’Over 18 maschile della Teramo Handball 1976 sconfitta dai siciliani dell’Aetna Mascalucia.
Alla finalissima, oltre ai teramani erano schierate sei squadre danesi, tre polacche, due francesi, e infine una squadra turca e una dell’Uzbekistan. E con le finali ieri è calato il sipario sulla competizione della 42esima edizione della Coppa che questa mattina in spiaggia a Giulianova festeggia con un torneo di chiusura di beach handball. E a riflettori spenti torna a riaccendersi il dibattito sul futuro della Coppa e sullo stato dell’arte di una manifestazione che ha segnato la tradizione teramana, ma che risente sia della crisi che della disaffezione di molti teramani. Molti sono infatti i cittadini che al di là dell’indotto economico sostenuto della presenza delle squadre nel capoluogo, non riescono a conciliarsi con i problemi di decoro urbano e di ordine pubblico che la movida della settimana più intensa dell’anno mette a rischio. Un ripensamento in tal senso viene formulato dal Movimento 5 Stelle di Teramo che ritiene la Coppa Intermania «decisamente appesantita dai suoi 45 anni». «La sopravvivenza della manifestazione», sostengono gli attivisti, «non può essere l’unico obiettivo di un torneo che ha perso la sua attrattiva e si è trasformato in una festa tutto volume, birra e rifiuti, una sorta di casereccio Octoberfest». Gli attivisti propongono di maturare un ripensamento per cambiare rotta. «Lo sport è il fiore all’occhiello della Coppa e tale deve restare», spiegano i grillini secondo cui il campo centrale di Piazza Martiri va valorizzato ed attrezzato per offrire un colpo d'occhio migliore. Dubbi e perplessità anche sulla somministrazione delle bevande e dei servizi collaterali: «Perchè vedere solo stand che erogano fiumi di birra in bicchieri di plastica inquinanti a corredo di hotdog e hamburger? L'Abruzzo non è la Baviera e non vuole esserlo». A questo gli esponenti del movimento oppongono l’idea di proporre prodotti locali a chilometri zero: un’ occasione per promuovere la cucina locale e le pregiate birre artigianali delle colline teramane. Gli attivisti si spingono chiedendo una ulteriore prova di civiltà: servire gli alimenti con stoviglie ecologiche (magari sponsorizzate) e acqua del Gran Sasso attraverso erogatori per evitare il tappeto di bottiglie di plastica gettate in strada. Per i grillini dunque la promozione passa per altri canali e la solidarietà teramana senz’altro è uno dei punti di forza della manifestazione.
Un esempio su tutti è stato quello dello Zimbabwe, dove però c’è stata una voce fuori dal coro sul problema dell’indigenza delle atlete. Ennio Abbatescianni, dirigente della Basketball Teramo (società che ha ospitato la squadra nel palazzetto di San Gabriele), è intervenuto con una nota sostenendo (contrariamente agli organizzatori della Coppa) che la delegazione non ha avuto problemi di sofferenza economica e alimentare, ma che i disguidi sono stati provocati da equivoci nella documentazione fornita al momento dell’iscrizione.
Marianna De Troia
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