Cordoni: «Ospedale, servono fatti»

25 Maggio 2023

L’ex candidato consigliere: «Il primo cittadino rispetti l’impegno per Villa Mosca»

TERAMO. «Grazie a noi il tema dell’ospedale Mazzini è diventato fulcro della campagna elettorale. Ora speriamo che il sindaco rieletto tenga fede alla promessa fatta ai teramani e lavori per il mantenimento del sito di Villa Mosca. Altrimenti farebbe bene a dimettersi». È il passaggio chiave della conferenza stampa che ha tenuto ieri mattina Siriano Cordoni, candidato nella lista civica “Azione politica” a sostegno di Maria Cristina Marroni, per fare un punto sul post-elezioni. Cordoni non è stato eletto in consiglio comunale, ma giudica soddisfacente il risultato ottenuto dalla sua coalizione e all’interno della quale «noi del comitato pro-Mazzini abbiamo portato con convinzione la questione del nuovo ospedale: un tema sul quale ci impegniamo da tre anni e che grazie a noi è divenuto cuore della campagna elettorale. Cosa che, sia chiaro, ci fa piacere vista la rilevanza della questione ma ora vediamo se alle promesse seguiranno i fatti», ha proseguito Cordoni. Il comitato pro-Mazzini era confluito in quel movimento civico denominato “Area biancorossa” che vede nel medico teramano il suo punto di riferimento. Movimento che a sua volta, all’avvicinarsi delle amministrative, ha deciso di impegnarsi fra le fila dei sostenitori della candidata sindaca Marroni.
Secondo Cordoni la tutela del Mazzini a Villa Mosca e il “no” a Piano d’Accio sono entrati di peso nella campagna elettorale conquistando centralità anche per gli avversari di Marroni: «Nel confronto pubblico nella sala polifunzionale della Provincia, coi tre i candidati, il sindaco D’Alberto ha detto chiaramente per la prima volta che vuol lasciare l’ospedale a Villa Mosca. Un’uscita che ci soddisfa come cittadini, ma che ha depotenziato la nostra coalizione: gli elettori hanno votato D’Alberto anche per questa presa di posizione, che era nostra da tempo», ha aggiunto Cordoni che si dice preoccupato della mancata esposizione sul tema da parte dei consiglieri eletti. Un silenzio che potrebbe rappresentare un pericolo perché «quei consiglieri potrebbero votare “no” al sito di Villa Mosca e il sindaco non potrebbe fare nulla. In tal caso, D’Alberto sarebbe moralmente sfiduciato da noi e dai cittadini che lo hanno votato e a quel punto farebbe bene a dimettersi», ha concluso Cordoni. (v.m.)