Core lascia il posto a Cianella, è polemica

Mosciano. Il candidato sindaco fa entrare in consiglio l’esclusa, attacchi da centrodestra e Lattanzi
MOSCIANO. Ercole Core, candidato sindaco di “Mosciano civica” lascia il posto in consiglio comunale a Maria Cristina Cianella, non eletta sebbene sia stata la più votata nell’ultima tornata con 418 preferenze, e scoppia la polemica. «Non posso privare Mosciano di una consigliera provinciale», spiega riferendosi all’incarico che Cianella perderebbe se non rientrasse in Comune, «comunque continueremo a portare avanti il progetto con tutto il gruppo. E’ stata una bella lotta, una bella campagna elettorale e forse sarebbe potuta andare diversamente se il centrodestra non si fosse diviso. C’è a mio avviso una forte responsabilità del centrodestra provinciale per la situazione che si è creata».
Cianella ringrazia Core e i cittadini che le hanno dato fiducia. «La scelta è stata condivisa con tutto il gruppo», spiega, «Core non doveva sentirsi in obbligo di cedere il posto, ma questo dimostra che in politica ancora c’è l’altruismo». Il passo indietro però suscita reazioni negative da parte degli avversari in campagna elettorale. Nadia Baldini e Anegla Del Gaone di “Puntiamosciano”. lista di centrodestra, eviddenziano che «La procedura adottata da grandi strateghi politici è stata studiata e premeditata non per offrire il vero cambiamento di Mosciano, ma per blindare la poltrona dell’avvocato Cianella in Provincia». Anche sul fronte opposto la rinuncia da parte di Core è tutt’altro che considerata un bel gesto. «Ha rinunciato all’elezione dimostrando di fatto che la sua era soltanto una candidatura di facciata, di servizio» spiega “Mosciano domani che ha sostenuto Luca Lattanzi come candidato sindac, «al servizio di chi voleva conservare uno scranno in consiglio provinciale ed è riuscito nel suo intento». Lattanzi tra l’altro replica al primo cittadino rieletto Giuliano Galiffi che ha accusato il suo ex vice di aver spaccato il centrosinistra mettendo a rischio la vittoria. «Dimostra di non aver compreso, ancora una volta, qual era il senso del progetto politico che abbiamo proposto». afferma, «evidentemente è stato più impegnato a infangare me che a guardare a sè. I risultati lo premiano, ma perdere mille voti rispetto a cinque anni fa dovrebbe farlo riflettere».
Luca Venanzi

