Corneli: «La Regione si muova per la sicurezza dell’acqua»

25 Febbraio 2019

TERAMO. La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Corneli ha visitato venerdì i Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso, struttura che definisce in una nota «spesso nell’occhio del...

TERAMO. La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina Corneli ha visitato venerdì i Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso, struttura che definisce in una nota «spesso nell’occhio del ciclone per questioni legate alla sicurezza delle contigue falde acquifere che approvvigionano circa 700 mila abruzzesi». Corneli riferisce nella nota di aver «potuto raccogliere le testimonianze di tecnici i quali hanno innanzitutto specificato come la maggioranza delle falde a rischio ricada sotto l’incidenza delle gallerie autostradali del Traforo, anche se appare chiaro che la portata di un potenziale incidente nei Laboratori avrebbe conseguenze ben più gravi. Mi è stata comunque assicurata una costante attenzione al fine di garantire i più alti standard di sicurezza».
La deputata si avventura poi in considerazioni molto discutibili («È certo che una struttura del genere non doveva trovarsi in quel punto, così come l’autostrada non avrebbe dovuto attraversare quelle falde, ma questi sono i peccati originali di una politica che non ha mai ragionato su scelte che si sarebbero ripercosse sulle generazioni future. Le infrastrutture vanno certamente fatte, ma con una visione strategica che ancora oggi è solo il Movimento 5 Stelle a rivendicare») e tornando sui Laboratori, «che non possono essere smantellati in quanto polo scientifico di riconosciuta preminenza mondiale», invita la Regione, «ente cui spetta, unitamente alle Prefetture, la primaria implementazione del controllo e delle misure di sicurezza, ad attivarsi immediatamente, impegnando tutti i soggetti coinvolti a ottemperare agli obblighi previsti». Corneli aggiunge polemicamente: «Spero pertanto che, ora che sono stati proclamati, i rappresentanti della maggioranza smettano di litigare per le poltrone e inizino a pensare al bene degli abruzzesi e alla tutela della salute pubblica. In questo senso, voglio ringraziare anche gli attivisti delle organizzazioni ambientaliste, ai quali va il merito di mantenere alta l’attenzione sul tema».
La chiusura è una stoccata al ministro Salvini, che secondo Corneli «senza alcuna cognizione di causa, si mette a sproloquiare di energia e centrali nucleari, in Italia chiuse più di 30 anni fa dopo un referendum popolare, e oggi non ancora smantellate tanto risulta complesso e delicato il procedimento».