Corona: molte telecamere in tilt

Il capogruppo di Fratelli d’Italia invita il sindaco a fare un sopralluogo congiunto
TERAMO. «Invito il sindaco a fare un sopralluogo insieme, per contare e verificare se davvero le 94 telecamere che sostiene esserci sul territorio comunale sono tutte funzionanti. Secondo me no. Se sarò smentito, mi scuserò. Se però avrò ragione, il sindaco dovrà scusarsi con Teramo»: è la proposta provocatoria che lancia il capogruppo in consiglio comunale di Fratelli d'Italia Luca Corona al primo cittadino Gianguido D'Alberto circa il numero di telecamere attivate in città come riportato anche in una nota diffusa dopo un incontro sulla sicurezza svoltosi in prefettura. Il tema è da sempre un cavallo di battaglia di Corona che ritiene insufficienti le azioni messe in campo dal Comune e spiega che se qualcosa ultimamente si è mosso è solo perché «c'è stata una escalation di risse, furti e spaccio: l'amministrazione D'Alberto, che per anni non ha fatto nulla, ha dovuto così intervenire anche in seguito ai solleciti della prefettura. Ma in ogni caso ha fatto poco e male. Se 94 telecamere sono un buon numero, comunque non bastano per un comune così esteso. Silvi, realtà molto più piccola, ne ha 100 e Giulianova 110. Teramo ha zone scoperte, specie nelle frazioni, e quartieri molto popolosi con pochissime telecamere, come San Nicolò o Colleatterrato. Così come nulla è stato fatto nelle aree gioco: i parchi, nonostante una mia mozione del 2022 votata in consiglio, sono privi di occhi elettronici e persino di una decente illuminazione», conclude Corona. (v.m.)

