Corpo carbonizzato, forse è un suicidio

La vittima è Luciano Breccione Mattucci, ragioniere atriano di 63 anni, impiegato negli uffici amministrativi dell’ospedale
CASTILENTI. E’ stato molto probabilmente un suicidio, anche se al momento gli inquirenti non escludono del tutto altre possibili spiegazioni come quella di un incidete o, ipotesi molto più remota, un delitto. Il cadavere carbonizzato scoperto venerdì notte in un ’auto bruciata nelle campagne fra Castilenti e Atri è quello di Luciano Breccione Mattucci, ragioniere atriano di 63 anni, dipendente della Asl, in servizio negli uffici amministrativi dell’ospedale San Liberatore di Atri.L’uomo avrebbe quindi deciso di togliersi la vita dandosi fuoco con della benzina, secondo l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti.
I dubbi comunque rimangono: non risulta al momento che l’uomo abbia lasciato dei biglietti per spigare il perché del suo gesto e nessuno ha assistito alla scena, se non quando le fiamme avevano già avvolto l’auto e carbonizzato l’uomo che era all’interno.La macchina, una Fiat Punto, è stata trovata sul piazzale di un’azienda agricola di proprietà di un parente della vittima che abita a qualche centinaio di metri di distanza e ha dato l’allarme solo quando ha sentito un botto –probabilmente dovuto all’esplosione degli pneumatici o del serbatoio della benzina – e ha visto levarsi le fiamme. Breccione Mattucci conosceva bene il luogo dove avrebbe deciso di farla finita, un terreno che si raggiunge imboccando una stradina in parte sterrata dalla strada provinciale che collega Villa Bozza a Castilenti. Percorsi un paio di chilometri il 63enne atriano è arrivato davanti al cancello (presumibilmente aperto), che dà accesso al terreno dell’azienda agricola, ha parcheggiato l’auto davanti a un capannone e a quel punto si sarebbe cosparso di benzina dandosi fuoco. I carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco di Roseto e Teramo, hanno esaminato tutta la zona, ma non risulta che siano stati trovati contenitori con tracce di benzina o altri liquidi infiammabili. Forse il contenitore utilizzato dall’uomo è rimasto all’interno dell’auto ed è stato completamente distrutto dalle fiamme, come tutto ciò che si trovava nell’abitacolo. Sono in corso comunque ulteriori accertamenti.
Erano da poco passate le 22.30 di venerdì quando è scattato l’allarme per quello che sembrava solo l’incendio di un’auto parcheggiata in un terreno agricolo, ma quando la prima squadra dei vigili del fuoco è arrivata sul posto ha scoperto che nella macchina già completamente bruciata c’erano i resti carbonizzati di una persona.
C’è voluto del tempo per risalire all’identità del proprietario della Punto e poi avere la certezza di chi fosse la vittima. Luciano Breccione Mattucci, secondo alcuni conoscenti, soffriva da qualche tempo di depressione, soprattutto dopo la separazione dalla moglie. C’è chi parla di precedenti tentativi di suicidio, ma questa notizia non ha trovato conferme. I colleghi di ufficio, tuttavia, ne parlano come di una persona molto positiva e grande lavoratore. Sul caso è stata aperta un’inchiesta dal sostituto procuratore della Repubblica Luca Sciarretta, che ha disposto l’esecuzione dell’autopsia sui resti carbonizzati del corpo del’impiegato, portati all’obitorio dell’ospedale di Atri. L’esame sarà affidato all’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, che probabilmente lo eseguirà domani.
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