Corpo di una donna dilaniato dalle auto

Giulianova, i resti sull’A14 a lungo scambiati per quelli di un animale. Alle 11 la macabra scoperta degli agenti del Coa
GIULIANOVA. Ci sono scene che è difficile descrivere e storie che è penoso raccontare. Quanto accaduto ieri sull’autostrada A14, al confine fra i territori di Mosciano e Giulianova è terribile.
Il corpo di una donna è stato straziato da auto e camion in transito sulla corsia nord, probabilmente già dalla notte fra lunedì e martedì. E alle prime luci dell’alba, quando la notte ha ritirato il suo pietoso mantello, in tanti hanno notato quei resti sparpagliati sulla corsia di emergenza. Tutti hanno pensato si trattasse di un animale. Chi un grosso cane, chi un cinghiale.
Ma poi qualcuno è stato colto dal dubbio, forse ha rallentato. Ha capito che c’era qualcosa che non andava e, poco prima delle 11, ha chiamato il centro operativo autostradale. I primi che hanno visto da vicino i resti sono stati colpiti dalla realtà come con un pugno in faccia.
Le gambe erano da una parte, il bacino dall’altra, la testa più in là. La maggior parte dei brandelli era sulla corsia di emergenza, vicino a una piazzola di sosta, praticamente sotto al cavalcavia che sovrasta l’autostrada. Immediatamente è stato avvertito il sostituto procuratore di turno, Irene Scordamaglia. Gli agenti della sottosezione di Pescara nord della polizia autostradale hanno “cristallizzato” la scena. Ovviamente sono stati fatti rilievi fotografici. Un’operazione durata a lungo, purtroppo in parte davanti agli occhi dei passanti. Infatti sull’autostrada si sono subito create delle lunghe file: per un tratto le auto hanno dovuto procedere su una sola corsia. E poi, dopo le 14, i brandelli di una vita sono stati pietosamente recuperati in una bara dalle pompe funebri.
Fino alla tarda mattinata l’identità della donna era totalmente sconosciuta, non c’erano delle denunce di scomparsa in zona. Ma poi ne è arrivata una: di una ragazza di 19 anni di Tortoreto, che non aveva fatto rientro a casa, dalla notte. E allora i genitori hanno dovuto affrontare la prova più ardua della loro vita: cercare di capire se i resti fossero della figlia. La madre ha riconosciuto una scarpa. Troppo poco per gli inquirenti, che hanno disposto l’analisi del Dna. E sono fra qualche giorno si saprà se quel corpo è di G.D.S. la ragazza di Tortoreto che ieri avrebbe compiuto 19 anni. E che la sera prima, al termine del lavoro in un ristorante di Tortoreto alto, ha lasciato lì tutti i suoi effetti personali – la borsa, le chiavi di casa, il telefonino e il portafogli – per allontanarsi. E’ da stabilire se la ragazza – sempre che sia lei – si sia fatta a piedi il tratto di strada fra Tortoreto e il punto della provinciale 262 dov’è il cavalcavia. Se l’abbia percorso da sola. Se abbia voluto, in preda forse a una forte crisi depressiva buttarsi dal cavalcavia nella sottostante autostrada. Sui bordi del ponticello in effetti gli agenti hanno trovato orme di scarpe compatibili con quelle ritrovate poi sotto e impronte di mani.
Ma gli inquirenti non scartano alcuna ipotesi. In quel tratto di autostrada purtroppo non ci sono telecamere di sicurezza, ci sono poco più in là, sul famigerato ponte del Salinello. Che qualcuno l’abbia spinta? Allo stato è impossibile dirlo. Oppure, scartando questa ipotesi, alcuni hanno fatto balenare l’ipotesi che sia stata lanciata da un’auto in corsa. Ma sono solo ipotesi, che allo stato non sono suffragate da nulla di certo. Per ora la ricostruzione che porta al suicidio sembra la più probabile.
C’è poi un altro elemento su cui riflettere. Il corpo è stato devastato dal passaggio di mezzi pesanti e auto, che l’hanno investito. Possibile che nessuno si sia fermato a vedere che cosa aveva travolto, anche se era notte? E come mai la maggior parte dei resti sono stati trovati sulla corsia di emergenza? A tutti questi interrogativi dovranno rispondere le indagini condotte dagli agenti della polizia autostradale, che stanno anche cercando dei testimoni. Oggi rimetteranno un primo rapporto al sostituto procuratore, che ha nominato il medico legale Gina Quaglione. Sarà lei a eseguire l’esame su quel che resta del corpo, portato all’obitorio dell’ospedale di Teramo.
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