Corsi di recupero d’inglese a pagamento Protesta dei genitori

19 Dicembre 2014

Alba Adriatica, le mamme e i papà chiedono alla preside: «Perché in una scuola statale si devono pagare 37 euro?»

ALBA ADRIATICA. Diversi bambini delle elementari di Alba Adriatica sono in difficoltà con l’apprendimento dell’inglese, così l’istituto comprensivo ripara dando il via ad un corso alternativo a pagamento. Ma scoppia la polemica di un gruppo di genitori che, anche se in disaccordo, ha pagato comunque i 37 euro per il corso con la speranza che i figli recuperino le loro lacune: «La scuola statale non può essere a pagamento», dicono arrabbiati.

Il problema affonda in realtà le sue radici nello scorso anno scolastico, quando alcune classi della scuola elementare di via Duca D’Aosta hanno subìto un primo cambio di insegnante di inglese per motivi esterni all’istituto. Poi mesi e mesi di supplenze, che non avrebbero permesso agli alunni di seguire un percorso di lezioni omogeneo e quindi di apprendere al meglio l’importante materia scolastica. Proprio in questi giorni, inoltre, i bambini delle classi in questione rischiano di cambiare ancora una volta insegnante di inglese, mentre si avvicina per alcuni il passaggio alla scuola media, dove secondo i timori dei genitori potrebbero arrivare impreparati. Come soluzione alle difficoltà dei bambini, ma anche per potenziare l’inglese di chi invece una preparazione ce l’ha, l’istituto decide allora di avviare un corso extracurricolare dal costo di 37 euro per ogni bambino.

Il gruppo di genitori non ci sta e protesta, inviando alcune domande al dirigente dell’istituto comprensivo albense, Sabrina Del Gaone: «Perché pagare per un corso che dovrebbe essere nel normale programma scolastico? Essendo organizzato da una scuola dell’obbligo, non dovrebbe questo essere gratuito per i bambini che non sono messi in condizione di apprendere questa materia? E poi: siamo sicuri che tutti i genitori, in questi tempi di crisi se lo possono permettere?». Tirata in ballo dai genitori arrabbiati, la dirigenza dell’istituto non ha però voluto rispondere né commentare la vicenda che rischia di infiammare gli animi tra i genitori degli studenti.

Luca Tomassoni

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