Corsi truffa, la Corte dei Conti chiede i danni alla Sabatini

17 Ottobre 2014

La sorella dell’ex assessore regionale condannata a risarcire la Regione di 230mila euro in quanto amministratrice di una scuola di formazione. Sul suo conto anche un processo penale

GIULIANOVA. E' sotto processo per aver organizzato dei corsi di formazione truffa con fondi regionali, ora la Corte dei conti la condanna a risarcire la Regione con una somma di oltre 230.000 euro, più 500 euro di spese processuali. Si tratta di Adele Sabatini, 50enne di Giulianova che due anni fa era stata rinviata a giudizio con l'accusa di truffa aggravata ai danni della Regione Abruzzo e dell'Unione europea. Assieme alla donna, erano finiti a processo il fratello Bruno Sabatini (difeso dall'avvocato Antonino Orsatti), ex assessore regionale della giunta guidata da Giovanni Pace, ex assessore al Comune di Montesilvano ed ex presidente del Giulianova calcio, ed Adino De Lauretis, nella veste di amministratori e coordinatori di una società privata, la Scuola per Discipline di Impresa (SDI), beneficiaria dei fondi erogati dalla Regione (tramite il Fondo sociale europeo), e che ha gestito dei corsi di formazione in due aziende di Sant'Egidio alla Vibrata ed una di San Vito Chietino. Il progetto presentato dalla SDI, risalente al 2006, aveva lo scopo di qualificare i dipendenti di piccole e medie imprese in tema di sicurezza sul lavoro, informatica e tecniche di lavoro. Ma, al fine di ottenere un maggior numero di finanziamenti, Sabatini avrebbe "gonfiato" il numero dei partecipanti ai corsi e le ore di lezioni effettivamente svolte. In tal modo, la SDI avrebbe beneficiato di somme maggiori, rispetto a quelle inizialmente stanziate dall'ente regionale: ammonterebbe a 70.000 euro la cifra che la società avrebbe intascato in più, oltre ai finanziamenti erogati dai bandi regionali. La somma che è stata percepita dalla SDI (e che ora la Corte dei conti ordina di restituire alla Regione) è di complessivi 231.103,50 euro, così come emerso in seguito a controlli effettuati dalla procura teramana nel 2009, dietro richiesta del ministero del Lavoro. Le verifiche svolte dalla polizia giudiziaria hanno permesso di appurare che il numero dei partecipanti ai corsi e delle ore di lezioni svolte non corrispondesse affatto alla realtà. In seguito ad indagini su corsisti veri o presunti tali, docenti coinvolti nel progetto e registri di presenze, è emerso come solo una piccola parte dei partecipanti e dei docenti attestati abbiano preso parte ai corsi, per i quali sono state svolte solo 1.386 ore di lezione, a fronte delle 6.000 previste. La Regione è stata pertanto ingannata, affinché la SDI ottenesse più finanziamenti di quelli dovuti, e non è stata risarcita neanche in seguito a ripetute richieste da parte dell'ente. Ora la Corte dei conti ha condannato Sabatini a restituire le somme percepite. Intanto si terrà il 7 novembre la nuova udienza del processo in corso davanti al giudice monocratico Roberto Veneziano.

Sandro Petrongolo

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