Corso del Parco marino per gli addetti alla piccola pesca

25 Gennaio 2015

PINETO. Parte il corso dell’Area marina protetta per i piccoli pescatori artigianali del parco marino. L'Amp ha promosso la presentazione di un progetto al bando della Regione Abruzzo aggiudicandosi...

PINETO. Parte il corso dell’Area marina protetta per i piccoli pescatori artigianali del parco marino. L'Amp ha promosso la presentazione di un progetto al bando della Regione Abruzzo aggiudicandosi il finanziamento nell’ambito delle attività del gruppo di azione costiera “Costa Blu”. Il corso è rivolto sia a soggetti occupati nella piccola pesca o nell'indotto ittico, così come a tutti coloro che vogliono approfondire, per qualsiasi ragione, le conoscenze nel settore. Il programma formativo prevede le seguenti tematiche: 1) pescaturismo e ittiturismo; 2) progetti innovativi; 3) finanziamenti per il settore ittico; 4) commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ittici. Il corso verrà svolto a Pineto e a Silvi nei locali dell'Area marina protetta di Torre Cerrano per 80 ore complessive e si concluderà entro il mese di maggio. Le lezioni avranno una durata di qualche ora a giornata e si svilupperanno sia in aula che in ambiente con cadenza settimanale. L'iscrizione è gratuita e va effettuata entro il 29 gennaio prossimo presentando o inviando i propri estremi o il modulo appositamente predisposto agli uffici della Qualiform (qualiform@qualiform.it e/o Fax 085.7992258).

«Negli ultimi anni il settore ittico sta attraversando un periodo di transizione», si lege in uan nota dell’Amp, «quale conseguenza dell'entrata in vigore delle nuove normative europee ed in particolare il regolamento relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel Mediterraneo. Tali cruciali cambiamenti nel settore ittico nazionale stanno aumentando le differenze già presenti nel tessuto produttivo che vedono contrapposte, da un lato, la pesca a carattere maggiormente industriale (strascico, circuizione e draghe idrauliche turbo-soffianti), tipologie di pesca a forte impatto e con caratteristiche gestionali coordinate tra gli operatori, e, dall'altra, la pesca artigianale, costituita dalle piccole imbarcazioni a conduzione spesso familiare che si presenta come l'unica tipologia di pesca ancora sostenibile e consentita persino in alcune zone delle aree marine protette, ma che recepisce passivamente tali mutamenti e che maggiormente potrà risentirne dal punto di vista occupazionale e reddituale».