Corteo, dibattito e musica per dire no all’autodromo

Montorio, oggi la manifestazione contro il progetto. La società che vuole la pista avverte: «Istituzioni indecise, si rischia di perdere 60-70 milioni di investimenti»
MONTORIO. Il giorno del corteo per dire no all’autodromo è arrivato. E con lo slogan “Che la terra rimanga terra! ...questo è solo l'inizio!”, il movimento popolare “No autodromo” si mobilita questo pomeriggio per manifestare in un corteo. A partire dalle 14, i manifestanti si ritroveranno in largo Rosciano da dove si muoveranno verso il centro storico. L’arrivo in piazza Orsini, previsto per le 17.30, darà il via al concerto "Musica per la Terra" con il rock blues dei Wha Wha Band, il reggae dei “Percezionisestosenso acoustic duo”, il gruppo Pascolo Abusivo "Manu Chao tribute band" e i Nipox. Alla musica si alterneranno, fino alle 23, gli interventi dal palco. «Non si possano distruggere 52 ettari, in gran parte da espropriare, per farne un autodromo», si legge in un comunicato a firma del movimento, «noi non pensiamo si tratti di un'opera di pubblica utilità. La protesta non si ferma, comincia adesso».
Con l’annuncio del corteo, al quale non sono ben accette bandiere di partito, non sono mancate certo le polemiche da parte dei due gruppi dei grillini di Montorio. I Pentastellati Montorio 2.0 puntualizzano come, pur restando esterni all'organizzazione della manifestazione, la appoggiano a livello politico e giuridico. Tuttavia «auspichiamo, in barba agli allarmismi degli ultimi giorni, una riuscita costruttiva e pacifica della manifestazione, alla quale parteciperemo senza bandiere ma come liberi cittadini». Al gruppo dei Pentastellati risponde quello che si definisce il movimento ufficiale dei Cinque Stelle di Montorio, che rimarca come «il gruppo Pentastellati 2.0 è formato da elementi che hanno abbandonato il Movimento Cinque Stelle di Montorio, pertanto qualsiasi comunicato o azione da parte loro non rappresenta in alcun modo il M5S».
E non è mancato, alla vigilia del corteo, l’appello della società Autodromo del Gran Sasso alle istituzioni e ai montoriesi affinché si sciolgano i nodi burocratici e si dia via libera «a questa importante opportunità per l’Abruzzo, che rischia di perdere un investimento che va tra i 60 e i 70 milioni di euro. A sei mesi dalla vittoria del sì nel referendum indetto dal Comune, gli impegni assunti non sono stati mantenuti e l’indecisione delle istituzioni rischia di far sfumare cospicui finanziamenti privati».
Catia Di Luigi
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