«Così chiedeva soldi e ci minacciava»

Commercianti e ristoratori sfilano come testi davanti al giudice nel processo in corso a un rom accusato di estorsione
GIULIANOVA. I commercianti sfilano davanti al giudice Flavio Conciatori e raccontano le richieste di Anacleto Di Giorgio, il quarantenne rom giuliese arrestato a novembre per estorsione. Dice un ristoratore: «In sei mesi gli ho consegnato più di duemila euro. Una volta erano 30, un’altra 50, a volte 100. Entrava nel locale quando c’erano i clienti e cominciava a chiedere soldi con un tono minaccioso. Ero spaventato. Sono convinto di aver perso dei clienti proprio per le sue frequenti incursioni».
E alcuni suoi dipendenti confermano le accuse. Un altro ristoratore accusa: «E’ venuto tre volte a chiedere i soldi. Nessuna minaccia evidente, ma un tono che non certamente non lasciava presagire nulla di buono. Era un tono di voce aggressivo. Veniva sempre quando c’erano i clienti ed è inutile dire che io gli ho sempre dato le somme richieste. Anche perchè lavorare con la sua presenza nel locale non era certamente facile». Dello stesso tenore anche le parole di un macellaio: «Una volta mi ha sfilato il portafoglio dalla tasca e mi ha preso i soldi che c’erano. Mi diceva che erano dei prestiti, ma poi mi minacciava: «Ti ammazzo se non mi dai i soldi». Quando ha saputo della denuncia mi ha chiesto di ritirarla, ma io non ho fatto nulla e sono andato avanti». Dopo le parole degli accusatori, è la volta dell’imputato (assistito dall’avvocato Piergiuseppe Sgura) che decide di sottoporsi all’esame. «Non ho mai minacciato nessuno», dice, «ho chiesto qualche volta dei soldi, piccole somme, ma solo per risolvere alcuni problemi personali. Con un ristoratore poi c’era un accordo: io gli portavo degli assegni che mi dava la mia compagna per farli cambiare e lui mi dava qualche contante. Solo questo. Il resto sono accuse infondate». Nuova udienza il 31 marzo per discussione e sentenza. Di Giorgio è stato arrestato a novembre in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giovanni de Rensis su richiesta del pm Davide Rosati. L’indagine è scattata dopo la denuncia di alcuni commercianti che si sono rivolti alla polizia stradale per segnalare degli episodi. In particolare, sempre secondo l’accusa, l’uomo più volte nel corso della settimana si sarebbe presentato da alcuni ristoratori per chiedere somme che, di volta in volta, oscillavano tra 50 e 100 euro. Per ottenerli, sempre secondo la versione fornita dalla polizia, non esitava a minacciare ritorsioni di vario genere. Dopo la denuncia gli agenti hanno raccolto varie testimonianze che sono ben presto diventate un atto d’accusa depositato in procura. Successivamente il pm ha fatto la richiesta d’arresto accolta dal gip.(d.p.)
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