Cosa vedere e dove mangiare in Toscana
TERAMO. Oltre 190 mila abitanti, provincia dal 1992. Prato, a due passi da Firenze, ha dato i natali a personaggi illustri dello sport come il ginnasta Juri Chechi, il centravanti “mundial 82” Paolo...
TERAMO. Oltre 190 mila abitanti, provincia dal 1992. Prato, a due passi da Firenze, ha dato i natali a personaggi illustri dello sport come il ginnasta Juri Chechi, il centravanti “mundial 82” Paolo Rossi ed il papà di Christian Vieri. Ha un’economia basata sull’industria tessile con una buona parte della popolazione di origini cinesi. Non a caso, tra le città gemellate con il capoluogo toscano ce ne sono ben due d’Oriente, Changzhou e Wenzhou e, tanto per restare in tema di sport, la francese Roubaix, teatro ed arrivo di una epica corsa ciclistica. Tra i monumenti da poter visitare spiccano, senza ombra di dubbio, il Castello dell’Imperatore dedicato all’imperatore svevo Federico II, il Duomo dedicato a Santo Stefano e risalente al VI secolo e la Fontana del Bacchino, sita nella piazza del Comune e realizzata da Ferdinando Tacca in sei anni appena, dal 1659 al 1665, nel momento in cui Prato ottenne l’ambito status di città e diocesi.
Come piatti tipici si possono consigliare i “bruttiboni”, biscotti con mandorle, la “mortadella di Prato”, un salume bollito, e gli “zuccherini”, biscotti secchi con l’anice. E, tanto per restare nell’ambito culinario, tre sono i ristoranti di maggior fama, situati nel centro storicoe immediate vicinanze. “Il Capriolo” in via Roma, tra l’altro già scelto da una trentina di tifosi teramani, “Pepe Nero” in via Zarini e il ristorante trattoria “Lo scoglio” in via Verdi che si trova all’interno di un convento del Quattrocento. Senza dimenticare lo stadio, il “Lungobisenzio”, chiamato così perché si trova nei pressi del Bisenzio, fiume cittadino ed affluente dell’Arno. (m.f.)
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