Costa, è boom di presenze: tornano anche gli stranieri

13 Agosto 2022

Impennata di richieste rispetto al 2021 per bed and breakfast e appartamenti 

TERAMO. Boom di presenze per la stagione estiva 2022 nelle strutture alberghiere ed extralberghiere della costa teramana, e ottime previsioni anche per la fine di agosto e l’inizio di settembre, anche grazie al ritorno dei turisti stranieri dopo due anni di chiusura delle frontiere per la pandemia Covid. Di contro però, soprattutto per gli alberghi e i camping, i costi di gestione, in particolare le bollette per le utenze e le materie prime, sono lievitati a causa della guerra in Ucraina e lo scenario futuro non sarebbe così roseo. È questa in sintesi la fotografia della stagione estiva 2022 per le strutture ricettive della costa teramana secondo i rappresentanti delle varie categorie, danneggiate nel 2020 e nel 2021 dalle conseguenze della pandemia e ora dall’aumento dei prezzi che non accenna a fermarsi.
I BED AND BREAKFAST. Negli ultimi anni comunque il turismo è cambiato, e molti optano per un soggiorno in una casa vacanza o in un bed and breakfast, come spiega Lucia Simioni, presidente regionale dell’associazione Abruzzo BnB di qualità. «Quest’anno c’è stata una forte richiesta per i bed and breakfast su tutta la costa teramana», spiega Simioni, «rispetto ai due anni precedenti c’è stato un aumento del 30 per cento circa di richieste di prenotazioni, e tutti i miei associati, e anche i non associati, mi dicono che questa stagione sta andando alla grande, non solo in questo periodo ma anche a luglio e a giugno. I pernottamenti medi sono di 4-5 giorni, e molte strutture sono piene fino a fine agosto. Vorrei infine sottolineare un aspetto: abbiamo dovuto rifiutare diverse prenotazioni, e questo significa che sulla costa ci sono pochi bed and breakfast rispetto alla richiesta».
LE CASE. Molto bene anche gli appartamenti e le case vacanze secondo Diana Tobia della “Cerrano Vacanze appartamenti”, che comprende diverse strutture tra Roseto, Pineto, Silvi e Alba Adriatica. «Quest’anno è andata molto meglio rispetto al 2021», commenta Tobia, «c’è stata tanta richiesta già da giugno, aiutati anche dal clima caldo. In agosto ovviamente è andata sempre bene per gli appartamenti, anche perché le famiglie hanno più libertà di gestione. Le prenotazioni per fine agosto e inizio settembre ci sono. C’è solo da capire se il tempo ci aiuterà o meno».
GLI ALBERGHI. Il discorso cambia per i camping e gli alberghi, dove le presenze ci sono state e ci sono, ma a incidere negativamente sono le norme anti-Covid che i camping, in particolare, devono ancora rispettare, e i costi lievitati su utenze e materie prime. «Il dato sulle presenze», afferma Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, «è soddisfacente grazie anche al fatto che molti sono rimasti in Italia e c’è stato anche un ritorno del turismo stranieroi. Quello che ci preoccupa, però, è l’incremento spropositato dei costi, dalle materie prime alle utenze energetiche, e questo porterà a fare delle valutazioni. Gli stipendi non aumentano, la capacità di spesa delle famiglie è ridotta, e l’inflazione è la ciliegina sulla torta. Meno male che le presenze ci sono, ma qui bisogna fare qualcosa in prospettiva altrimenti il futuro potrebbe essere preoccupante per le strutture alberghiere. Dobbiamo fare un lavoro sulle destinazioni turistiche con i Comuni e la Regione, e intercettare un turismo di qualità, altrimenti le nostre strutture falliranno». Andrea Montecchia, presidente del consorzio Costa dei Parchi che comprende molti hotel della zona nord della costa teramana, conferma le problematiche espresse da Giovannelli. «Quest’anno, dal punto di vista delle presenze, si è tornati quasi ai livelli pre-pandemia», evidenzia, «e anche per fine agosto le prenotazioni ci sono. Purtroppo però sono aumentate a dismisura derrate alimentari, bollette e lavanderia, e l’albergo deve fare un conteggio tra ciò che incassa e ciò che spende. Bisognerà fare delle attente valutazioni su questo». Stessa situazione per gli alberghi nella zona sud della costa teramana, come spiega Roberto Mion, presidente dell’associazione albergatori di Silvi. «Sulle presenze i dati certi li posso avere a metà settembre», dice Mion, «comunque c’è stato sicuramente un incremento rispetto ai due anni precedenti anche grazie al ritorno del turismo straniero. C’è però una tendenza negli ultimi anni per quanto riguarda la nostra regione, cioè stiamo diventando una regione di transito e non più di meta come può essere la Puglia o anche le Marche. Dobbiamo lavorare per rilanciare le nostre destinazioni e sperare in un abbassamento dei costi di gestione».
I CAMPEGGI. Infine ci sono i campeggi, che continuano a rispettare il distanziamento tra le piazzole come spiega Giuseppe Delli Compagni, presidente regionale e vice presidente nazionale di Faita Federcamping, che opera a Giulianova. «C’è sicuramente una forte ripresa rispetto ai due anni pandemici che abbiamo subito», sottolinea Delli Compagni, «in questo periodo e anche per fine agosto c’è il tutto esaurito. È chiaro però che la situazione attuale non è uguale al 2019 perché sono cambiate delle cose importanti. La pandemia ci ha costretto ad assumere delle precauzioni che continuano ancora adesso, una su tutte il distanziamento sociale. Le piazzole dunque sono ridotte rispetto agli anni pre-pandemia, e di conseguenza il numero degli ospiti all’interno dei camping è minore. E un altro elemento che peggiora la situazione sono i costi di gestione, aumentati a dismisura. Purtroppo una stagione ottima non è sufficiente per recuperare i disagi degli ultimi due anni. Occorrerà del tempo per risanare i bilanci».
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