Costantini scatena la guerra nella Lega

Febbraro accusa: «Non sono stato neanche informato». Tribuiani detta le condizioni: «Gatti si dimetta dalla Patrimonio»
GIULIANOVA. Ormai è guerra aperta e senza quartiere all’interno della Lega. Un racconto a puntate da cui emergono diverse anime e diverse volontà. Questa mattina alle 11 c’è la presentazione ufficiale all’hotel Cristallo dell’ingresso del sindaco Jwan Costantini nel partito di Matteo Salvini alla presenza del coordinatore regionale Luigi D’Eramo, dell’europarlamentare Massimo Casanova, del vice presidente della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, di Luca Danaschi responsabile organizzativo, di tre consiglieri regionali e dell’assessore Pietro Quaresimale.
Al vertice non saranno presenti il capogruppo della Lega in consiglio comunale Pietro Tribuiani, il consigliere Gianni Mastrilli e il commissario per la città di Giulianova Fiore Febbraro. Quest’ultimo in una nota ha affermato di essere venuto a conoscenza della conferenza stampa odierna solo attraverso i media, come pure dell’ingresso nel partito di Costantini. Febbraro riconosce a D’Eramo la potestà di portare avanti accordi per nuovi ingressi, ma sottolinea: «Mi sarei quantomeno aspettato di essere messo a conoscenza dello stato dell’arte e di essere coinvolto nella trattativa, anche in considerazione della pesante spaccatura che l’ingresso del sindaco Costantini ha determinato nella Lega giuliese. Senza dire che l’invito alla conferenza stampa sarebbe stato doveroso da parte dei vertici del partito, anche in virtù del fatto che la mia investitura su Giulianova è avvenuta per volontà diretta dell’onorevole D’Eramo e del vice segretario nazionale onorevole Andrea Crippa». Febbraro prende atto della situazione e spera che «qualcuno» gli illustri i termini dell’accordo concluso con Costantini, perlomeno fino a quando continuerà a ricoprire il ruolo attribuitogli.
Anche Pietro Tribuiani scrive al coordinatore regionale D’Eramo ricordandogli di aver elencato nel tempo, sull’ingresso di Costantini, tutte le situazioni, le problematiche e le contraddizioni della scelta. Tribuiani ricorda a D’Eramo la sua storia d’integrità morale e di essere stato candidato per l’intero centrodestra contro lo stesso Costantini che era a capo di una coalizione di ben sei liste civiche «battendosi contro quei valori di cui il centrodestra è portatore». Tribuiani sostiene che è già partita contro il gruppo consiliare della Lega la macchina del fango e sottolinea i punti programmatici che ritiene fondamentali per un percorso comune. «Ti ho chiesto», scrive l’ex candidato sindaco a D’Eramo, «di definire alcuni punti su cui far convergere i nostri programmi e indirizzi amministrativi, sempre nel rispetto della buona amministrazione che ci contraddistingue». Innanzitutto Tribuiani chiede la messa in liquidazione della municipalizzata Giulianova Patrimonio riportando tutti i servizi all’interno del Comune e poi fa la richiesta di dimissioni di Paolo Gatti da direttore generale della società in quanto «figura inopportuna e non giustificabile dato l’alto costo che comporta per la collettività dopo quattro anni di perdite». Ancora: per Tribuiani bisogna rivedere le scelte su commercio, turismo, viabilità, sicurezza, sociale e lavoro. L’ex candidato sindaco propone poi la devoluzione del 50% delle indennità del sindaco, presidente del consiglio, giunta e consiglieri per finanziare il contrasto al degrado e sicurezza «come da mio programma elettorale». Il capogruppo si rende conto che sarebbe troppo andare oltre e che per un giusto compromesso sarebbe sufficiente condividere i tre punti elencati, «indispensabili per avviare un percorso che non tradisca le aspettative dei cittadini che si sono espressi su quegli argomenti». In mancanza di ciò «resta ferma la mia volontà di chiedere le dimissioni del sindaco».
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