«Costretta a licenziarmi perché non mi pagano»

MOSCIANO. Ancora problemi per la cooperativa L’Agorà i cui dipendenti continuano a denunciare ritardi nei pagamenti delle mensilità. Ieri una delle operatrici del servizio di assistenza domiciliare...
MOSCIANO. Ancora problemi per la cooperativa L’Agorà i cui dipendenti continuano a denunciare ritardi nei pagamenti delle mensilità. Ieri una delle operatrici del servizio di assistenza domiciliare per anziani, ha deciso di licenziarsi e ha scritto un amaro sfogo sulla pagina Facebook “Sei moscianese se…”. «Voglio ringraziare il sindaco, l'assessore e tutti gli altri perché ora sono costretta a licenziarmi per via del mancato pagamento delle mie spettanze, dopo vent'anni di assistenza domiciliare. Bastava solo prendere più a cuore il nostro lavoro, e visto che la cooperativa non paga, il Comune poteva aiutarci». La donna ha spiegato che non viene pagata dal mese di agosto, mentre le mensilità fino al mese di luglio sono state pagate solo dopo l’intervento di un legale.
«Il Comune non ha nessuna responsabilità in questa vicenda», dice l’assessore alle politiche sociali Daniela Ferrante, «visto che ha già liquidato i servizi fino a novembre per quanto riguarda l’ex ambito sociale»”. L’assessore ricorda che con la cooperativa in questione il problema dei ritardi nei pagamenti è sempre esistito, tanto che qualche anno fa i rappresentanti della Cgil Fp avevano chiesto a gran voce di escluderla dagli appalti per i servizi sociali. «Prendiamo 7 euro all’ora e ci spostiamo da un paziente all’altro con i nostri mezzi», dice l’operatrice della cooperativa, «quindi ci tocca anche spendere dei soldi di tasca nostra per lavorare e per giunta non veniamo pagati. E’ una situazione insostenibile e gli amministratori non hanno mai fatto niente per aiutarci». L’assessore Ferrante respinge le accuse: «In passato ci sono stati ritardi nei pagamenti delle proprie quote all’ambito da parte dei Comuni, ma c’è anche una incapacità di alcune cooperative di tenere fede agli impegni per i pagamenti che, secondo gli accordi, devono essere pagati entro sei mesi».
Mirella Lelli
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