«Costretti ad andare in un altro ospedale per il blackout»
TERAMO. Una settimana esatta di blackout informatico. Giovedì scorso alle 12, infatti il sistema operativo della Asl ha smesso di funzionare. Si sono rotti tutti e tre i dischi rigidi in sei giorni....
TERAMO. Una settimana esatta di blackout informatico. Giovedì scorso alle 12, infatti il sistema operativo della Asl ha smesso di funzionare. Si sono rotti tutti e tre i dischi rigidi in sei giorni.
I tecnici stanno lavorando per ripristinare il sistema Sisweb e recuperare i dati: la speranza è che oggi ci sia una buona notizia, ma visto che più volte le speranze sono state deluse, meglio aspettare.
Intanto il piano di emergenza approntato martedì mattina sta cercando di sopperire. Inevitabili disagi e rallentamenti dell’attività.
Un caso per tutti, raccontato da Maurizio Prosperi di Cellino, descrive i disagi del totale fermo del Cup (centro unico di prenotazione). «Ho mia moglie bloccata a letto con il mal di schiena e si deve fare delle lastre», racconta, «ma da giorni è impossibile prenotare. Ho anche chiamato al telefono il Cup e lasciato il mio numero: mi avrebbero dovuto richiamare ma non l’hanno fatto. Ho poi chiamato i carabinieri, per segnalare i forti disagi a cui sono sottoposti tantissimi pazienti e mi hanno consigliato di rivolgermi al Tribunale per i diritti del malato. Alla fine oggi (ieri per chi legge, ndr) sono andato di persona al Cup: mi hanno detto che non possono materialmente prenotare la radiografia e che prima di lunedì prossimo non ci saranno novità».
Il signore a furia di aspettare, con la moglie che sta male, ha pensato ad un’alternativa e ha prenotato una lastra in un ospedale fuori provincia: gliela faranno la prossima settimana. «Mi dispiace creare mobilità passiva, ma abbiamo aspettato pure troppo», commenta Prosperi, «queste purtroppo sono situazioni che giocoforza allontanano i pazienti dagli ospedali». (a.f.)
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