Costringe ragazze a prostituirsi Nigeriana a processo
ANCARANO. L’accusa è pesante: prometteva alle connazionali un lavoro sicuro e poi invece le costringeva a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto. E quando una delle due ragazze l’ha denunciata lei...
ANCARANO. L’accusa è pesante: prometteva alle connazionali un lavoro sicuro e poi invece le costringeva a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto. E quando una delle due ragazze l’ha denunciata lei non avrebbe esitato a prenderla a morsi, staccandole anche la falangetta del dito di una mano. Una donna nigeriana di 40 anni residente ad Ascoli il primo settembre comparirà davanti ai giudici del tribunale in composizione collegiale con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La donna, difesa dall’avvocato Umberto Gramenzi del foro di Ascoli, ha sempre respinto le accuse, sostenendo di non aver mai fatto prostituire le ragazze ma solo di averle aiutate dopo il loro ingresso in Italia. Di diverso avviso la procura che le contesta varie ipotesi di reato.
L’inchiesta è nata dopo le denunce di alcune connazionali della donna sorprese a prostituirsi lungo la Bonifica del Tronto. Ai militari le ragazze hanno raccontato che erano arrivate in Italia su invito di una loro connazionale residente nell’Ascolano che aveva detto loro di poter procurare del lavoro.
Ma una volta arrivate in Italia le ragazze sarebbe state alloggiate in un appartamento di Castel di Lama e costrette, con minacce di rimpatrio e botte, a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto dove ogni sera venivano accompagnate dalla stessa connazionale. Inoltre, sempre secondo l’accusa, la donna avrebbe obbligato le connazionali a farsi corrispondere almeno 25 mila euro nell'arco di tre anni. Ovviamente il denaro sarebbe dovuto provenire dall’attività di prostituzione. A questo, sempre secondo le accuse, si sarebbero aggiunte le lesioni provocate dalla donna alla ragazza che l’ha denunciata.
E nel corso del processo proprio le ragazze saranno ascoltate come testi.(d.p.)
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