«Così anch’io mi sono sentito utile»

28 Febbraio 2016

La testimonianza di chi ha realizzato lavori artigianali per un mercatino di beneficenza: «Sono tornato a vivere»

TERAMO. Sono un detenuto della casa circondariale di Castrogno; domenica 20/12/2015, insieme ai detenuti della mia sezione sono stato invitato ad assistere al concerto di un coro che si è svolto presso il teatro del carcere. Puntuali ma perplessi ci rechiamo all'appuntamento: siamo quasi tutti presenti, un po' per curiosità, un po' per uscire dalla cella ….perchè ogni occasione va presa al volo!

All'arrivo nella sala noto molti sguardi disorientati sul palco, un po’ scettico mi siedo nelle prime file e poco dopo il coro, con armonia, inizia a cantare il proprio repertorio. All'inizio tutto sembra strano, un po' formale, ma a poco a poco i coristi liberano la loro anima e mi trasmettono le loro emozioni fino a coinvolgermi completamente nel loro canto e nella loro musica, fino alla fine, quando richiediamo una canzone non prevista dal repertorio, che loro molto volentieri cantano lo stesso.

Resto sbalordito da tutto quello che queste persone, a me sconosciute, hanno trasmesso con il loro canto: dolcezza, tenerezza e pace, che bella sorpresa!

Mi sono recato in teatro con i miei pensieri, le mie pene, le mie angosce, torno in cella più leggero, con il cuore pieno di speranza e molto addolcito dalle note di quei canti che mi hanno riempito il cuore. Non avrei mai immaginato che tutto questo potesse accadere in un luogo così buio. Il concerto si conclude, gli sguardi dei coristi sono più dolci, rassicuranti, molti sorrisi e tanti applausi, certamente anche per loro è stata una grande prova . Ringrazio la direzione che pazientemente cerca di portare in questo luogo svaghi e momenti di distrazione.

Ho fatto un viaggio veramente piacevole , durato però troppo poco, due ore volate via troppo presto. Peccato!(g.d.a)

Sin da piccolo sono stato attratto dal disegno e dai lavori artigianali, fatti con le proprie mani. Ora, da quando sono recluso, ho scoperto che non solo mi piace ma ormai è vitale disegnare e costruire oggetti. Dedicarmi a queste attività non solo mi fa passare il tempo, ma mi riempie dentro, mi dà soddisfazione: è diventata la mia grande passione.

Mi aiuta molto ad evitare di pensare, di rimuginare sui miei problemi, mi aiuta a sentire di meno il peso del carcere, il peso dello stare chiusi, degli spazi limitati, dei movimenti ripetitivi, di una routine che è ogni giorno più pesante. Lavorare e disegnare mi stimola la fantasia, mi fa volare verso mondi sconosciuti, mi fa esprimere tutto il mio mondo interiore che non riesco a tirare fuori. E' una grande soddisfazione. Ho accolto con grande disponibilità questa occasione offertami, di contribuire alla fiera di beneficenza. Nel mio piccolo mi sono sentito anch'io utile alla società, nel dare un contributo a persone meno fortunate».

Giuseppe

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