«Così fallisce il modello Teramo»

3 Novembre 2017

Per le opposizioni è l’ultimo atto di una crisi che si trascina da più di tre anni

TERAMO. «Ennesimo fallimento». Sono le due parole che ricorrono di più nelle valutazioni della minoranza. Il consiglio comunale sul bilancio, andato a vuoto ieri pomeriggio, per il capogruppo di "Insieme possiamo" Gianguido D'Alberto è «un ulteriore atto di sfiducia» nei confronti del sindaco, della sua amministrazione e dell'intera classe politica di centrodestra che ha guidato la città negli ultimi 13 anni. «Siamo all'ultima fase di una crisi», conclude il consigliere di opposizione, «che va avanti da tre anni e mezzo». Secondo Flavio Bartolini, capogruppo del Pd, l'esito del consiglio di ieri è conseguenza diretta «dell'arroganza di un'amministrazione anche nei confronti di rappresentanti della maggioranza che ora chiedono il conto». Non ci sono dubbi sul fatto, a detta del rappresentante dem, che la seduta andata vuoto segni non solo la sconfitta di Brucchi ma «il fallimento definitivo del modello Teramo» che era nato intorno al suo predecessore Gianni Chiodi. Il grillino Fabio Berardini definisce «imbarazzante», il fatto che «la maggioranza sia passata da 21 dopo le elezioni agli attuali 15 consiglieri». A suo giudizio lo schiaffo subito ieri dal sindaco e dalla giunta è motivato anche dal provvedimento portato in aula: «Hanno presentato un bilancio inaccettabile, che usa fondi da destinare agli investimenti per coprire il buco contabile». Il consigliere fa riferimento ai 2,5 milioni di euro del risarcimento assicurativo per danni provocati dalle calamità dello scorso inverno e i 400mila euro della rinegoziazione dei canoni versati dalle compagnie telefoniche per le antenne posizionate sul territorio comunale. L'unico segnale, tra l'altro contraddittorio, è stato dato nella tassa sui rifiuti. «L'amministrazione ne ha spostato una quota dalle utenze domestiche alle aziende», sottolinea Berardini, «agevolando queste ultime ma appesantendo le tariffe a carico delle famiglie». Per il consigliere grillino l'unica via d'uscita restano i dissidenti: «Auguriamoci che non si presentino anche martedì per mandare a casa l'amministrazione». (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.