Covelli: «No allo slittamento della fiera dell’agricoltura»

2 Marzo 2018

TERAMO. «ll comitato organizzatore ci ripensi». Parte dal candidato sindaco Alberto Covelli l’invito rivolto agli enti promotori della Fiera dell’agricoltura a riconsiderare la decisione di rinviare...

TERAMO. «ll comitato organizzatore ci ripensi». Parte dal candidato sindaco Alberto Covelli l’invito rivolto agli enti promotori della Fiera dell’agricoltura a riconsiderare la decisione di rinviare l’edizione di quest’anno dell’evento a dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Per l’ex consigliere, designato come aspirante primo cittadino da “Popolari con Teramo” di Alfonso Dodo Di SabatinoMartina e “Abruzzo insieme”, il rinvio alla fase post elettorale «significherebbe verosimilmente non svolgere la manifestazione nel 2018». Improbabile risulterebbe, secondo lui, anche il tentativo di spostare la fiera, che si accinge a tagliare il traguardo delle 30 edizioni, nel periodo autunnale. «Sono convinto che l’eventuale organizzazione dell’evento dopo l’estate non potrà in nessun modo assumere la stessa valenza», evidenzia Covelli, «atteso che da sempre la fiera è un appuntamento primaverile tanto da coincidere con il risveglio anche “stagionale” dell’agricoltura». Il candidato sindaco, dunque, si dice rattristato e basito dalla decisione presa dal comitato organizzatore, di cui otre al Comune fanno parte altri enti istituzionali e le associazioni di categoria degli agricoltori, anche perché la manifestazione «negli ultimi anni aveva fatto registrare numeri da record e rappresenta per la città di Teramo un appuntamento storico e molto sentito sia dalla cittadinanza che dagli operatori locali». A detta di Covelli, inoltre, «di fronte a un’evidente e perdurante crisi economica, ulteriormente acuita dai noti accadimenti dello scorso dicembre 2017 che hanno privato la nostra città di una guida politica, appare fin troppo palese come l’organizzazione di un evento di tale entità sia in grado di concedere ai nostri concittadini un fine settimana di autentica spensieratezza oltre che una conclamata opportunità di sana economia». (g.d.m.)