Cozzi: «Troppo lenta la ricostruzione degli edifici pubblici»

Il consigliere di Forza Italia accusa il Comune: «I fondi ci sono dal giugno scorso ma non c’è ancora la progettazione»
TERAMO. Sui tempi lunghi della cosiddetta ricostruzione pubblica si accende la polemica in Comune. A innescarla è il consigliere di Forza Italia Mario Cozzi che richiama l’amministrazione sulla necessità di accelerare le procedure per il ripristino degli immobili di propria competenza. L’ex assessore fa riferimento alla determina emessa dall’Ufficio speciale per la ricostruzione il 12 giugno dell’anno scorso in cui vengono stanziati fondi per il risanamento post-sisma e il consolidamento della sede del Comune in piazza Orsini, di palazzo Pompetti in piazza Martiri, dell’ex convento di piazza Verdi che ospitava l’istituto musicale Braga e della scuola elementare De Jacobis. «È passato quasi un anno da quel provvedimento», osserva Cozzi, «e siamo ancora alla fase di individuazione dei tecnici per la progettazione delle opere».
Il consigliere si dice sorpreso dalla lentezza delle pratiche avviate dal Comune. «Capisco tutte le problematiche che ci possono essere per questi interventi», osserva, «ma dovevano essere molto più avanti». Cozzi prende a paragone il ripristino dell’istituto per ragionieri Comi, anch’esso inserito nella stessa determina dell’Usr e di competenza della Provincia. «Per quell’edificio l’intervento è stato già avviato», fa notare, «nonostante le complessità procedurali». L’invito rivolto all’amministrazione è dunque di stringere i tempi. «Si tratta di strutture importanti per la città», spiega, «bisogna andare veloci».
In ballo ci sono, inoltre, risorse consistenti da investire sul territorio. Per i diversi interventi indicati nell’atto dell’Usr sono stanziati circa 23 milioni di euro, compresi i fondi per l’ex scuola media Savini. A questo edificio sono destinati quasi 4.5 milioni di euro che l’amministrazione, però, intende spostare sul recupero della San Giuseppe. La manovra non convince Cozzi. «L’ex Savini non può essere lasciata in abbandono», osserva, «né svenduta perché non si potrà recuperarla».
Le contestazioni sulla lentezza delle procedure per il ripristino gli immobili pubblici finanziato dall’Usr suscitano la replica del sindaco Gianguido D’Alberto. «Il Comune agisce su delega dell’Ufficio speciale», tiene a precisare il primo cittadino, «e da questa dipendono i tempi di tutti gli altri passaggi per l’avvio degli interventi».
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