Crac Baccanale, rito abbreviato per Paterna e De Remigis

TERAMO. Saranno processati con il rito abbreviato Giuseppe Paterna e Adriano De Remigis, ex amministratori della società Baccanale Srl, accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale per il...
TERAMO. Saranno processati con il rito abbreviato Giuseppe Paterna e Adriano De Remigis, ex amministratori della società Baccanale Srl, accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale per il fallimento del bar-ristorante di viale Mazzini. Ieri mattina, nel corso dell'udienza preliminare, il gup Roberto Veneziano ha infatti accolto la richiesta di rito alternativo presentata dai legali dei due imputati, difesi dagli avvocati Gianni Falconi, Giuseppina Di Massimo e Fabrizio Acronzio, fissando la relativa udienza al prossimo 4 luglio.
A Paterna e De Remigis (l'imprenditore teramano che ha rilevato all’asta lo storico Caffè Grande Italia) la Procura, titolare del fascicolo il pm Enrica Medori, contesta l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale. Paterna ne risponde nella sua veste di amministratore di diritto dal 28 agosto 2014 sino alla data di fallimento e di co-amministratore di fatto dalla costituzione, mentre De Remigis nella sua veste di amministratore di diritto dal 4 aprile 2014 sino al 27 agosto dello stesso anno e di co-amministratore di fatto dalla costituzione.
Secondo l'accusa, i due imputati avrebbero distratto una somma di 63.969, 25 euro. «In particolare dal conto “denaro in cassa”», si legge nel capo di imputazione, «si rilevava una scrittura di rettifica priva di giustificazione contabile che, di fatto, riduceva la cassa dell’importo di euro 63.969,25». Parte offesa, per la Procura, sarebbe la curatela fallimentare. Un'accusa che dovrà essere provata in dibattimento. Il processo si aprirà a quasi tre anni dalla sentenza di fallimento del locale.(a.m.)
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