Crac Di Gennaro, venduti 18 immobili

Ieri in tribunale la prima affollata asta relativa a due complessi di Tortoreto Lido. La seconda si svolgerà il 4 dicembre
TERAMO. Vendita all’asta dei beni del fallimento Di Gennaro, primo atto. Ieri in tribunale si è svolta la vendita della prima tranche di immobili davanti al giudice delegato Ninetta D’Ignazio, al curatore fallimentare Gabriele Bottini e al delegato alle vendite nominato dal tribunale, l’avvocato Carlo Del Torto, che ha pubblicato i bandi per la vendita all’asta senza incanto di quattro complessi che fanno parte della enorme massa fallimentare.
Ieri mattina sono andati all’asta 16 lotti (appartamenti e negozi) del complesso “Le azalee” in via Mazzini il cui valore stimato è di un milione 300mila euro e 11 lotti del complesso “Mediterraneo” di via Leonardo da Vinci (un milione 400mila euro). Del primo complesso sono stati assegnati 8 dei 16 lotti, per un importo di circa 300mila euro, del “Mediterraneo” ne sono stati venduti 10 per un totale di circa 850mila euro. Gli appartamenti rimasti invenduti torneranno all’asta quanto prima. In totale sono state circa 50 le offerte arrivate, testimonianza dell’interesse che suscitano gli immobili.
La seconda puntata si terrà fra meno di un mese, il 4 dicembre, sarà la volta del complesso “Le palme” sulla Statale 16 che consiste in sei lotti del valore di un milione 300mila euro e del resort Tortorella Inn, un complesso alberghiero in via XXIV maggio al Paese (con mobili, immobili e avviamento) del valore di 2 milioni 165mila euro. Slitta al 2020 invece la vendita all’asta del resto dei beni. I problemi del condominio “Orsini 63”, che riguardano la mancanza di agibilità e dei permessi dei vigili del fuoco, che peraltro sembrano in via di risoluzione, finora hanno impedito la pubblicazione del bando. Ma si presuppone che entro il 2020 anche questi appartamenti saranno messi all’asta.
E, sempre l’anno prossimo sono previste le aste per i complessi “Prisma” e “Gli ulivi” a Tortoreto, la sede aziendale via dell'Industria, quattro terreni (uno a Campli e gli altri a Tortoreto), e la sede Rosburgo in via Turati a Giulianova.
L’immobile di maggior pregio in vendita è proprio il famigerato “Orsini 63”il cui valore è stimato in 8 milioni 747mila euro. Da non sottovalutare anche la stima relativa a “Gli ulivi” di Tortoreto, il cui valore ammonta a 2 milioni 900mila euro. Non è un caso se il fallimento Di Gennaro viene definito il più cospicuo avvenuto in provincia di Teramo in tempi recenti. Fallimento che è stato decretato proprio due anni fa, nel luglio 2017, dopo il no dell’assemblea dei creditori al concordato preventivo.
Entro il 2020 dunque si concretizzerà la vendita dell’ingente patrimonio della storica azienda dei fratelli Serafino e Flavio Di Gennaro, con sede a Tortoreto e attività non solo nel Teramano, ma in tutto l’Abruzzo. Dopo una serie di problemi nel settembre 2015 i fratelli Di Gennaro presentarono al tribunale di Teramo la domanda per essere ammessi al concordato liquidatorio con cessioni di beni “pro soluto” poi rifiutato dall’assemblea dei creditori. Al termine di tutte le operazioni di riqualificazione dei crediti il passivo della Di Gennaro costruzioni è risultato di 59 milioni 749mila euro, mentre l’attivo di poco più di 23 milioni.
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