Crac Di Gennaro, venduto il Tortorella

5 Dicembre 2019

Il residence di Tortoreto è stato acquistato per due milioni da un’impresa di Alba Adriatica. A febbraio nuovi bandi

TERAMO. Venduta una seconda parte dei beni del fallimento Di Gennaro. Ieri in tribunale si è svolta la vendita della seconda, e per ora, ultima tranche di immobili.
La vendita più cospicua ha riguardato il resort Tortorella Inn a 2 milioni 85mila euro. Due gli acquirenti che ambivano al complesso alberghiero in via XXIV maggio al Paese: la base d’asta era di un milione 550mila euro e se l’è aggiudicato la società di un imprenditore di Alba. Il complesso è stato costruito dal 2007 al 2011 ed è composto da due corpi di fabbrica. È formato da 84 mini appartamenti, una cucina con deposito, un bar, una sala pranzo, sala colazione, una reception in prossimità della piscina. In più ci sono beni mobili di vario genere e arredi.
La vendita all’asta, che si è svolta davanti al giudice delegato Ninetta D’Ignazio, al curatore fallimentare Gabriele Bottini (Nicola Rossi qualche giorno fa è stato revocato dal tribunale) e al delegato alle vendite nominato dal tribunale, l’avvocato Carlo Del Torto, ha riguardato anche un terreno, sempre a Tortoreto, per 376mila euro e un appartamento del complesso “Le Palme”, a Tortoreto ma sulla Statale 16, che però aveva altri cinque lotti rimasti invenduti: il valore totale era di un milione 300mila euro.
L’asta di ieri segue alla prima, del 6 novembre, in cui andarono andati all’asta 16 lotti del complesso “Le azalee” in via Mazzini il cui valore stimato è di un milione 300mila euro e 11 lotti del complesso “Mediterraneo” di via da Vinci (un milione 400mila euro). Del primo complesso sono stati assegnati 8 dei 16 lotti, per un importo di circa 300mila euro, del “Mediterraneo” ne sono stati venduti 10 per un totale di circa 850mila euro. Ora il delegato alle vendite Del Torto, dovrà bandire nuove aste per i lotti rimasti invenduti il 6 novembre e ieri, ma anche per il resto dei beni finora non immessi sul mercato. Per i beni già provenienti da prime aste probabilmente si bisserà a febbraio e non si sa ancora se ci sarà un ribasso: lo decideranno curatela, giudice e comitato dei creditori.
Si dovrà poi fare una prima asta per il resto dei beni: lo stabile “Orsini 63” di Giulianova, i complessi “Prisma” e “Gli ulivi” a Tortoreto, la sede aziendale via dell'Industria, quattro terreni (uno a Campli e gli altri a Tortoreto), e la sede Rosburgo in via Turati a Giulianova. L’immobile di maggior pregio è l’ormai noto “Orsini 63”il cui valore è stimato in 8 milioni 747mila euro. Ed è questo l’immobile per cui ci sono maggiori criticità legate all’inagibilità e inabitabilità, che dovranno essere risolte prima della vendita, ovviamente.
Il fallimento Di Gennaro viene definito il più cospicuo avvenuto in provincia. La storica azienda dei fratelli Serafino e Flavio Di Gennaro, con sede a Tortoreto, ha cominciato ad andare in crisi dopo la realizzazione di uno dei progetti più ambiziosi del gruppo: “Orsini 63” i cui lavori iniziarono nel 2009. Un notevole impegno che ha dovuto fare i conti con la crisi del mercato immobiliare. Da qui, dopo una serie di vicissitudini, il fallimento. Al termine di tutte le operazioni di riqualificazione dei crediti il passivo della Di Gennaro costruzioni è risultato di 59 milioni 749mila euro, l’attivo di poco più di 23 milioni. (a.f.)
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