Crac Sogesa, a processo l’ex presidente

6 Luglio 2018

Rinviati a giudizio Di Pietro e Marchetti, prosciolti i quattro componenti del Cda e i due consulenti

TERAMO. E’ con due rinvii a giudizio, tra cui quello dell’ex presidente Gabriele Di Pietro, quattro proscioglimenti e due assoluzioni che il gup Domenico Canosa definisce processualmente l’inchiesta sul crac della Sogesa. A conclusione dell’udienza preliminare il gup ha rinviato a giudizio l’ex presidente Di Pietro e l’ex amministratore delegato di Sogesa Giovanni Marchetti, per i quali il processo si aprirà il 20 settembre. Sono stati prosciolti i tre componenti dell'allora cda di Cirsu e Sogesa Angelo Di Matteo, Diego De Carolis ed Andrea Ziruolo (perchè il fatto non sussiste) e l'allora presidente del cda e amministratore delegato di Deco spa Paolo Tracanna (per non aver commesso il fatto). Assolti, al termine del rito abbreviato in cui già il pm aveva chiesto l’assoluzione, i due consulenti Mary Pistillo e Lorenzo Giammattei (perchè il fatto non sussiste).
La Procura contestava l'accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale Di Matteo, De Carolis, Ziruolo, Pistillo e Giammattei e quella preferenziale Di Pietro, Marchetti e Tracanna. L’inchiesta è quella scattata nel 2015 dopo un esposto presentato da Di Matteo.
Secondo l'accusa della Procura (il pm Stefano Giovagnoni titolare del fascicolo) dopo l'acquisizione da parte di Cirsu anche delle quote di Aia in Sogesa, con la società diventata pubblica e con i due Cda a quel punto coincidenti, gli allora vertici del Cirsu avrebbero occultato la maggioranza dei 3 milioni di crediti vantati da Sogesa nei confronti del consorzio, disconoscendoli anche sulla scorta delle consulenze affidate a Pistillo e Giammattei, con un accordo transattivo con il quale venivano riconosciuti a Sogesa solo 431mila euro circa. Accuse cadute.
Diverso il discorso per Di Pietro e Marchetti, che devono di rispondere la bancarotta preferenziale. E questo perché, secondo l’accusa, prima della procedura fallimentare, in un momento in cui Sogesa versava già in uno stato di decozione finanziaria, avrebbero eseguito pagamenti in favore di Deco per oltre 689mila euro. Sempre a Di Pietro e Marchetti viene contestata una seconda ipotesi di bancarotta preferenziale perché nello stesso periodo, sempre secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero eseguito pagamenti per oltre 320mila euro nei confronti di altre due società. Accuse che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento.(d.p.)
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