Crac Tercas, iniziata la causa civile

Il commissario di Bankitalia chiede 190 milioni di danni agli ex amministratori
TERAMO. Si è aperto ieri davanti al tribunale delle imprese dell’Aquila il processo civile per il risarcimento che l’ex commissario della Tercas Riccardo Sora ha avviato, mediante azione di responsabilità, nei confronti degli ex amministratori dell’istituti di credito. L’azione di responsabilità è stata proposta nei confronti di venti persone: dall’ex direttore generale Antonio Di Matteo, all’ex presidente Lino Nisii fino ai componenti del comitato esecutivo, del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale. La citazione del commissario di Bankitalia riguarda danni per oltre 190 milioni di euro, «in gran parte derivanti», si legge nell’atto, «da diverse operazioni concluse da Banca Tercas con alcuni soggetti introdotti dal’ex direttore generale Antonio Di Matteo e già clienti dell’azienda da lui precedentemente diretta». Viene quindi elencata una serie di operazioni –dal tentativo di acquisizione dell Banca di San Marino alle aperture di credito a favore di gruppi imprenditoriali poi falliti, cioè gli sessi addebiti che vengono mossi agli imputati del processo penale che si aprirà a Roma il13 gennaio prossimo – per le quali il commissario aveva «riscontrato numerose violazioni di doveri del direttore generale e del vice direttore generale, del presidente e dei vice presidenti, nonché di amministratori e sindaci». La richiesta di risarcimento danni prevede cifre da capogiro: per Di Matteo e Nisii si parla di 30 milioni di euro ciascuno, some inferiori per gli altri, ma sempre rilevantissime. Il procedimento sarà lunghissimo. Ieri il tribunale ha dato delle disposizioni circa il deposito delle memorie difensive assegnando termini differenti per ciascuno dei convenuti. Quindi e si è riservato di fissare la data della prossima udienza quando avrà esaminato gli atti che gli saranno inviati. (red.te.)

