Crepe e muffa, l’Ater dimentica le case popolari

28 Novembre 2014

ROSETO. Pareti interne annerite dalla massicce infiltrazioni di acqua; preoccupanti crepe sui muri; cedimenti di grossi pezzi di intonaco tanto da far affiorare il ferro del cemento armato. È la...

ROSETO. Pareti interne annerite dalla massicce infiltrazioni di acqua; preoccupanti crepe sui muri; cedimenti di grossi pezzi di intonaco tanto da far affiorare il ferro del cemento armato. È la situazione in cui versa, ormai da molto tempo, l’edificio popolare che si trova al numero 1 di via Mediterraneo e che risponde al n°258 nell’elenco dell’Ater (azienda territoriale per l’edilizia residenziale) che ne è proprietaria.

Realizzata negli anni ’60 quale alloggio per i pescatori rosetani, in una zona allora periferica, oggi la palazzina si trova in un quartiere molto centrale di Roseto, per di più in prima fila sul lungomare. Un edificio fatiscente che non sarebbe una buona immagine per un centro turistico come Roseto, anche se non è visibile dal lato mare perché si trova a ridosso di un muro che chiude la strada. Si tratta, dunque, della prima costruzione di un vicolo cieco, che però, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, dovrebbe essere presto aperto al transito, collegando così via Mediterraneo al lungomare. A quel punto la palazzina sarebbe ben visibile da tutti, mettendo così in evidenza le numerose crepe e i massicci cedimenti della parte esterna. Ma al di là dell’estetica, ammesso che non ci siano problemi strutturali, a creare disagio ai residenti sono le condizioni interne degli appartamenti. «La nostra abitazione è aggredita dalla muffa», si sfoga Gloriana Di Pietro, mentre mostra le immagini delle stanze della casa in cui vive con i suoi figli «che evidenziano gravi problemi del muro a est e del tetto, per non parlare delle varie crepe che ci sono all’interno e all’esterno dell’edificio. Non credo che tutto questo sia normale, soprattutto per le condizioni di salubrità, pertanto mi chiedo come mai i responsabili dell’Ater non intervengano nonostante i numerosi solleciti». I residenti chiedono dunque un intervento della società che gestisce le case popolari, per rimuovere sia i problemi interni delle abitazioni, sia quelli esterni, legati ai cedimenti di grossi pezzi di intonaco oltre che dalle evidenti crepe. Se non sarà trovata a breve una soluzione, i residenti sono pronti a rivolgersi alla Asl affinché sia verificata la situazione igienico-sanitaria.

Federico Centola

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