Crepe nei tramezzi, muri portanti ok

8 Novembre 2016

Il capo dell’ufficio tecnico: severi controlli a tutte le strutture. In corso parziali opere di adeguamento

TERAMO. «Gli ospedali di Teramo, Giulianova ed Atri non sono antisismici. Lo hanno confermato anche le prove di vulnerabilità che facemmo nel 2009, prima del terremoto dell’Aquila». Corrado Foglia, dirigente del dipartimento tecnico della Asl, parla comunque di strutture che non hanno riportato danni di rilievo dall’ultima scossa del 6.5 di domenica 30 ottobre. Crepe ai tramezzi e alle tamponature (cioè ai muri esterni) ma niente di che. I malati della rianimazione dell’ospedale di Atri sono stati trasferiti altrove, ma più che altro per precauzione.

I controlli sono stati rigidi e a diversi livelli. «Sono stati ricollaudati gli edifici che non hanno avuto danni sulle strutture portanti. Abbiamo monitorato le strutture attraverso più livelli di controllo», spiega, «il primo deputato al servizio manutenzione, un secondo ai tecnici del nostro ufficio che hanno anche stimato i danni arrecati dal punto di vista economico. Sono stati verificati subito impianti vitali come quelli dei gas medicali, del metano, il gruppo elettrogeno. E poi abbiamo chiamato i vigili del fuoco, che hanno visitato gli ospedali, attivando quindi anche il livello istituzionale». Ma non basta: come stabilito da una riunione in Regione dopo il terremoto di agosto, la Asl ha chiesto una verifica di vulnerabilità alla Protezione civile. Che ora ha sollecitato.

Accanto a questo, da anni l’azienda sta predisponendo dei lavori per migliorare la tenuta delle strutture, o meglio, come dice Foglia, «per attivare forme di adeguamento e miglioramento». Nell’ex sanatorio, a Teramo sono stati fatti lavori da un milione di euro. Per il secondo lotto sempre dell’ospedale di Teramo sono stati appaltati lavori da 3 milioni, ad Atri è in corso di predisposizione la gara da poco meno da un milione. «Ma per mettere a norma tutti gli ospedali servono 45 milioni. Non solo», precisa l’ingegnere, «ci vuole tempo fra progettazione, gara d'appalto, realizzazione delle opere che peraltro comportano grossi disagi perché bisogna trasferire i servizi e i reparti. Intanto, via via che facciamo dei lavori provvediamo a fare delle opere antisismiche. Ad esempio quando abbiamo fatto i lavori per aprire l’ Uccp in circonvallazione Ragusa abbiamo irrigidito un solaio, cioè abbiamo fatto un miglioramento sismico. Sono piccole azioni».

Le opere da prevedere sono le più disparate, si parla di isolatori: si tagliano i pilastri alla base e si crea un meccanismo che fa spostare l'edificio in maniera orizzontale. A Teramo si parla di “incamiciare” la struttura in cemento armato con una specie di rete metallica, ad Atri di torri dissipative, che si mettono all'esterno del fabbricato. «Dal 2009 abbiamo tentato di fare il possibile, ma una struttura ospedaliera ha una vita ideale di 50 anni, poi andrebbe sostituita», conclude Foglia (a.f.)

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