Cresce l’allarme sul granchio blu

I vongolari: «Il fenomeno si argina solo con un patto tra gli attori del territorio»
GIULIANOVA. A pochi giorni dal rientro in mare dopo il periodo di fermo tecnico, previsto venerdì, gli armatori delle vongolare lanciano un nuovo allarme sull’emergenza granchio blu. Il numero di questi crostacei che finiscono quotidianamente nelle reti dei pescatori della piccola pesca sta lievitando in maniera esponenziale, al punto da allarmare il presidente della cooperativa Mare Blu Walter Squeo: «Di giorno in giorno», afferma il presidente, «aumenta la cattura di questi predatori sottocosta, ovvero a distanza inferiore a un miglio dalla riva. Gli associati della piccola pesca riferiscono di intrappolare nelle reti accidentalmente almeno 7-8 esemplari di granchi blu al giorno: questo è un indice preoccupante, non certamente un buon segnale. Venerdì riprenderemo le attività in mare con le vongolare e valuteremo il da farsi».
Sabato scorso, nell’ambito degli Stati generali della pesca e dall’acquacoltura che si sono svolti a Pescara, il presidente regionale del Cogevo (il consorzio per la gestione e tutela della pesca dei molluschi) Giovanni Di Mattia ha portato al centro del dibattito l’emergenza legata al granchio blu: secondo Di Mattia solo intraprendendo un percorso di condivisione continua fra gli attori del territorio come le imprese ittiche, il mondo della ricerca e la pubblica amministrazione sarà possibile individuare soluzioni atte ad arginare fenomeni come questo, correlati al cambiamento climatico. Di Mattia, nel corso del suo intervento, ha parlato anche di alcune delle priorità contenute nel patto per lo sviluppo “Blue deal”, come la protezione dell’ambiente marino e il monitoraggio dello spazio costiero, oltre a iniziative di sostegno finanziario volte a favorire il ricambio generazionale della forza lavoro in mare e un progetto mirato a individuare una draga innovativa, con strumenti di vagliatura del pescato meno rumorosi.
Stefania Gervasini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

