Crimi: «Presto le nuove misure»
Il sottosegretario auspica massima collaborazione dal Parlamento
ROMA. Servono «misure choc» per far partire la ricostruzione nel Centro Italia e «ridare speranza ai cittadini e voglia di rinascita economica e sociale» a quei territori. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vito Crimi fa così il punto sulla situazione nelle regioni colpite dai terremoti 2016-17 annunciando che il decreto contenente le «misure immediate» arriverà la prossima settimana o al massimo entro fine mese in Consiglio dei ministri. Il sottosegretario sottolinea che uno dei motivi principali che fin qui ha rallentato il processo è stata proprio la scelta degli strumenti normativi. «Si è scelto di utilizzare il modello Emilia Romagna, che però ha dimostrato tutta la sua inefficacia» in un territorio completamente diverso. E si è messa in piedi una «struttura multilivello poco efficace», con un «percorso ad ostacoli» che ha rallentato di fatto i processi decisionali. Il decreto non sarà però blindato. «Auspico che ci sia da parte del Parlamento», ha detto Crimi, «la massima collaborazione, perché tutti vogliamo una ricostruzione in tempi rapidi e ben fatta».
Crimi ha indicato alcune misure previste nel testo: il potenziamento del personale dei Comuni addetto alle pratiche per la ricostruzione (ad oggi sono 700 persone e l'obiettivo è di assumerne almeno altre 350), la possibilità di affidare agli stessi Comuni tutto l'iter delle pratiche per i cosiddetti “danni lievi” (quelli indicati con la lettera B), la fissazione della scadenza definitiva per la presentazione delle domande per ottenere il contributo dei danni lievi, l'adeguamento del tariffario dei professionisti incaricati di curare le pratiche, l'eliminazione dell'obbligo di non vendere l'immobile fino a due anni dopo la ricostruzione.

