Crisi finita, i sei dissidenti danno l’appoggio al sindaco

31 Marzo 2016

Tortoreto, si è costituito un gruppo consiliare che garantirà la maggioranza in cambio di rimpasto di giunta e accordo su alcuni punti del programma

TORTORETO. Il sindaco di Tortoreto Alessandra Richi torna ad avere una maggioranza, ma niente sarà più come prima. Dopo una settimana di tensione e di silenzio, i dissidenti, ora ufficialmente sei su 12, danno vita ad un gruppo consiliare autonomo, garantendo però l'appoggio al primo cittadino in cambio di un rimpasto di giunta.

Piano regolatore, opere pubbliche, bilancio e programmazione turistica: è sul programma e sugli imminenti impegni politici che i consiglieri fedeli al primo cittadino e i dissidenti hanno trovato un punto di contatto per rincollare i pezzi della maggioranza. Giornata cruciale è stata quella di ieri: sono stati ripresi i contatti tra le due "fazioni", prima con una lettera dei dissidenti e poi con l'immediata organizzazione di una riunione di maggioranza per discutere, ufficialmente, del bilancio di previsione. Scrivono nella lettera gli assessori Rosita Di Mizio, Renato Chicchirichì e Rosella Di Pancrazio, con i consiglieri Lilli Piacentini, Federico Di Lorenzo e Fabrizio Di Febo: «Con responsabilità e senso delle istituzioni conveniamo di costituirci in gruppo, un valore aggiunto per la democrazia tortoretana. Ribadiamo il nostro appoggio al sindaco se anche lei continuerà ad avere a cuore il bene di Tortoreto e a voler realizzare il programma elettorale e ad amministrare democraticamente. Infatti da tempo ormai riscontriamo una mancanza di condivisione nelle scelte politico-amministrative, una carenza di rispetto delle deleghe conferite dallo stesso sindaco, un allontanamento dagli obiettivi che ci eravamo prefissati. Anche il modo in cui ha revocato le deleghe ad assessori ci lascia oltremodo perplessi sulla gestione politica dell'attuale crisi, esasperata da queste decisioni impulsive e immotivate. Noi crediamo nel dialogo e nel confronto democratico che da tempo il sindaco sembrava evitare. L'ipotesi di accordi con forze che non hanno appoggiato la nostra lista rappresenterebbe una gravissima mancanza di rispetto verso chi ci ha votato, nonché una ben triste dimostrazione di attaccamento alla poltrona. Noi crediamo ancora nel progetto avviato nel 2014 e, a tal fine, auspicando che si possa ripartire con lo stesso entusiasmo, ma con una maturità e una consapevolezza nuove, chiediamo l'azzeramento della giunta e di tutte le cariche per un più opportuno riequilibrio alla luce della nuova realtà».

Immediata la risposta del primo cittadino: «Il bene del paese viene prima dei personalismi, quindi dico sì a un patto per andare avanti e ripristinare l'attività, ma voglio celerità e collegialità nell'approvazione del programma e mai più ostruzionismo».

Luca Tomassoni

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