Critiche alle concessioni nel parco marino

Pineto, Wwf e Italia Nostra contro il piano demaniale marittimo che prevede anche nuovi pontili
PINETO. Il Wwf di Teramo e Italia Nostra di Atri si scagliano contro il nuovo piano demaniale marittimo di Pineto. Nei giorni scorsi, le rispettive associazioni ambientaliste hanno presentato all’ufficio protocollo del Comune le proprie osservazioni.
Tre sono i punti particolarmente problematici evidenziati nel documento: «Sono state previste nuove concessioni nel perimetro dell’area marina protetta, quattro delle quali, nella zona di maggior pregio naturalistico. Dove sono gli alaggi, in prossimità della foce del torrente Calvano, è stata addirittura ridotta notevolmente la spiaggia libera, eliminando una concessione per colonia marina posta in posizione strategica. Contestualmente sono state individuate una nuova zona alaggi, la terza della zona, e una nuova concessione balneare». Si legge ancora : « È stata prevista la costruzione di pontili in mare (quattro ricadenti nell’area marina protetta) dal torrente Calvano alla torre di Cerrano. Pineto si è sempre contraddistinta per un orizzonte libero da strutture. Se dovesse passare questa previsione, non sarà più così e la battigia sarà interrotta limitando, peraltro, il libero transito e il passaggio dei soccorsi».
Terza nota dolente segnalata dalle associazioni ambientaliste: «È stata prevista la creazione di una quarta fascia demaniale per servizi da dare in “sub-concessione” ai balneatori nella pineta litoranea. Questa decisione, oltre a provocare un evidente degrado estetico e funzionale dell’area, avrà, (come hanno evidenziato numerosi studi) effetti negativi per la pineta. Inoltre, per quanto attiene agli aspetti sociali e turistici, tale scelta non rispetta quella che è da sempre la vocazione dell’area verde: un luogo di svago, sport e relax naturale, uno spazio per passeggiare all’ombra con i bambini più piccoli nelle ore calde. Se venisse attuata la possibilità per ogni concessione di realizzare un’area picnic di 600 metri quadrati, nulla rimarrà per passeggiare o correre liberamente e la pineta storica si trasformerebbe in un ristorante da 6000 posti a sedere, e ciò non rispetta certo il pensiero di Luigi Corrado Filiani realizzatore della stessa». Infine, Wwf e Italia Nostra evidenziano come la stesura del piano demaniale non sia stato condivisa pubblicamente con i cittadini: «un percorso sociale di partecipazione attiva è dovuto se si vogliono modificare spazi ritenuti dalla popolazione vero e proprio capitale comune».
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA

