Croce celtica: via al processo a Forconi
TERAMO. E’ l’istigazione all’odio razziale il reato per cui ieri mattina, davanti al giudice Carla Fazzini, è iniziato il processo a carico del coordinatore regionale di Forza Nuova Marco Forconi e...
TERAMO. E’ l’istigazione all’odio razziale il reato per cui ieri mattina, davanti al giudice Carla Fazzini, è iniziato il processo a carico del coordinatore regionale di Forza Nuova Marco Forconi e di altri undici attivisti del movimento tra teramani, marchigiani e chietini. La procura contesta l’esposizione di una bandiera con il simbolo della croce celtica in occasione della presentazione del libro “Acca Larentia, quello che non è mai stato detto». . L’accusa si basa sulla legge Mancino del 1993, il cui articolo 1 recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».
La manifestazione in questione si svolse nella Casa del Mutilato di piazza Dante il 30 settembre del 2011 ed era la presentazione di un libro che ricordava l’attentato di Acca Larentia, ovvero l’uccisione da parte di estremisti di sinistra e forze dell’ordine, davanti a una sezione romana del Msi, di tre giovani militanti di destra. Prima della manifestazione ci furono polemiche da parte dei partiti di centrosinistra per la concessione della Casa del Mutilato. Per questo la presentazione del libro si svolse con un massiccio contorno di forze dell’ordine. Che, evidentemente, oltre a proteggerla vi riscontrarono la presenza di striscioni a loro avviso fuorilegge. Da qui il rapporto in procura con la successiva apertura di un fascicolo si è concluso con una citazione diretta a giudizio firmata dal pm Stefano Giovagnoni. Nuova udienza a febbraio. (d.p.)
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