Croce rossa a rischio chiusura «Non abbiamo 40mila euro»
ROSETO. «È a rischio la sopravvivenza della sede Cri di Roseto che potrebbe chiudere». A lanciare l’allarme è il presidente del comitato di Roseto, Federica Colagrande, la quale intende fare...
ROSETO. «È a rischio la sopravvivenza della sede Cri di Roseto che potrebbe chiudere». A lanciare l’allarme è il presidente del comitato di Roseto, Federica Colagrande, la quale intende fare chiarezza sulla vicenda dei debiti maturati dalla sede rosetana. «Con il cambio dei vertici della Croce Rossa mi sono trovata di fronte ad una situazione debitoria di circa 40mila euro per bollette ed utenze mai volturate», spiega Colagrande, «volture che, secondo quanto riferito dai miei predecessori, non sono mai state effettuate in quanto c’era un accordo verbale con il Comune, il quale tranquillizzava i volontari dicendo che avrebbe affrontato il problema, pagando le utenze e giustificandole sotto forma di contributo. Purtroppo così non è stato».
Dito puntato contro l’amministrazione comunale di centrodestra guidata da Enio Pavone, senza fare sconti neppure ai predecessori della stessa presidente del comitato Cri. «L’ingenuità commessa da chi prima gestiva la Cri», incalza Colagrande, «è stata il non pretendere nulla di scritto in merito all’accordo verbale con il Comune. Di fronte alla situazione debitoria, io stessa ho voluto incontrare il sindaco per spiegargli la situazione. Da parte nostra c’è tutta la volontà di saldare i debiti, ma non si può dimenticare che siamo dei volontari e, quindi, non disponiamo di tale liquidità. Le spese di gestione della sede sono troppo alte». Quindi una lamentela sulla scarsa attenzione da parte delle varie amministrazioni succedutesi a palazzo di città. «Il gruppo locale, dalla sua nascita», si legge ancora nella nota «non ha mai percepito dall’ente comunale neanche un centesimo di contributo, al contrario di quanto accade per molte associazioni locali, di qualsiasi genere».
«Gli accordi verbali non hanno alcun valore, soprattutto se l’interlocutore è un ente pubblico come nel caso del Comune», sottolinea il sindaco Sabatino Di Girolamo «siamo comunque a disposizione per trovare insieme una soluzione per il futuro, fermo restando che il pregresso va sanato». (f.ce.)
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