Crognaleto sblocca la stasi: aperti 30 cantieri privati

Il sindaco D’Alonzo ringrazia Legnini: «Grazie a lui c’è stata l’accelerazione» Ma resta alto il numero delle pratiche ferme o rigettate per diversi problemi
CROGNALETO. Ricostruzione post-sisma 2009 terminata a Crognaleto, occhi puntati su quella del 2016 che nel vasto territorio del comune dell’alta valle del Vomano sta ingranando la marcia. Su 550 pratiche complessive, sono stati attivati 30 cantieri e 90 pratiche sono in istruttoria. Un balzo in avanti importante per il comune montano, che è rientrato nel cratere sismico del 2016, ma ha risentito dei rallentamenti dovuti alle macchinose procedure burocratiche e alle peculiarità del territorio. Conclusa, invece, la ricostruzione 2009, per il quale il comune non era rientrato nel cratere.
«Il nostro territorio, come molti altri, ha fatto i conti con le lungaggini degli iter delle pratiche a causa di una legislazione cavillosa e a tratti poco chiara», spiega il sindaco Giuseppe D’Alonzo, «ma l’arrivo alla struttura commissariale del commissario Giovanni Legnini ha portato un cambiamento di marcia che ci ha permesso, attraverso la semplificazione delle procedure, di partire con i cantieri e di iniziare quella ricostruzione che è un’occasione per rilanciare la nostra montagna». Il problema più grande sono le pratiche ferme o rigettate, per le quali è stata costituita una task force tra l’Usr e la struttura regionale. «Molti iter sono fermi perché c’è necessità di sanatorie», prosegue D’Alonzo, «in alcuni aggregati c’è il problema di più proprietari e quindi di differenti vedute e poi da noi, come in altri paesi montani, c’è il problema dei terreni: molte abitazioni danneggiate si trovano su terreni appartenenti agli Usi civici, quindi demaniali, e per avviare la ricostruzione è necessario svincolarli con procedure che portano tempo».
Buone notizie anche per la ricostruzione pubblica. «Grazie ai fondi sisma a breve inaugureremo il centro polifunzionale della Protezione civile a Nerito», aggiunge il primo cittadino, «per quanto riguarda le chiese la prima tranche di interventi riguarderà quelle di Cesacastina, Cervaro e Piano Vomano e in una seconda tranche quella di Frattoli per oltre un milione di euro». Il primo cittadino, interviene, infine sui “furbetti del Cas”, alcuni concittadini che percepivano l’autonoma sistemazione senza averne i requisiti. «È giusto che il Cas venga annullato quando non spetta», conclude, «questa è una battaglia che porto avanti insieme agli organi preposti perché è necessario che siamo tutti uniti per rivedere il nostro territorio rifiorire nella trasparenza».
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