Crollo della discarica Chiodi fra gli imputati del processo d’appello

TERAMO. A quasi due anni dalla sentenza di primo grado, il crollo dei rifiuti nella discarica La Torre finisce all’esame dei giudici d’Appello. L’udienza è fissata per il 29 maggio. Il giudice di...
TERAMO. A quasi due anni dalla sentenza di primo grado, il crollo dei rifiuti nella discarica La Torre finisce all’esame dei giudici d’Appello. L’udienza è fissata per il 29 maggio. Il giudice di primo grado Domenico Canosa ha assolto perché il fatto non costituisce reato l’ex presidente della Regione Gianni Chiodi all’epoca del crollo sindaco di Teramo, mentre ha condannato a un anno e 4 mesi di carcere (pena sospesa) l’ex vice sindaco ed ex consigliere regionale Berardo Rabbuffo e il dirigente del Comune di Teramo Nicola D’Antonio, all’epoca responsabile della discarica crollata il 16 febbraio del 2006. A tutti veniva contestato il crollo colposo. Assolti, sempre perché il fatto non sussiste o per la prescrizione dei reati, gli altri 8 imputati nel processo per il crollo della discarica La Torre avvenuto il 16 febbraio del 2006. La procura (titolare del fascicolo il pm Stefano Giovagnoni) ha fatto appello contro l’assoluzione di Chiodi e dei due ex dirigenti del settore rifiuti della Regione Franco Gerardini, ex sindaco di Giulianova e deputato, e Massimo Di Giacinto, ex sindaco di Valle Castellana.
Ai giudici di secondo grado, inoltre, hanno fatto ricorso anche i due condannati in primo grado Rabbuffo e D’Antonio. La sentenza è attesa per la tarda mattinata del 29 maggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

