Cure a domicilio per 500 malati gravi

14 Febbraio 2014

La Asl vara un progetto per assistere a casa i pazienti terminali. Rolleri: «Questione di civiltà cercare di tenerli in famiglia»

TERAMO. Cure a domicilio per chi affronta la fase finale della propria vita: un modo per evitare per quanto possibile di sradicare i malati terminali dal proprio ambiente familiare, dall’affetto dei propri cari. La Asl colma una carenza e attiva il servizio domiciliare di cure palliative.

«La rete delle cure palliative è formata da tre centri di erogazione», spiega il direttore generale Paolo Rolleri, «l’hospice - che abbiamo attivato da poco e che ospita sei pazienti - l’ambulatorio, che c’era da tempo e l’assistenza domiciliare, che mancava. Presto avvieremo le cure palliative domiciliari con l’assunzione di quattro infermieri, quattro Oss (operatori socio sanitari, ndr) e un medico dedicati. Nel frattempo, entro un paio di mesi, aumenteremo i posti letto dell’hospice che devono arrivare a 10. Siamo riusciti in 10 giorni a far “partire” i primi sei, riusciremo a far “partire” gli altri 4 appena daremo il via alle assunzioni». Per Rolleri il completamento della rete è una priorità: «stiamo parlando di una dimostrazione di civiltà che questa regione dà a persone in situazione di grave sofferenza: raggiungerle a domicilio significa offrire un servizio migliore. Già con l’hospice cerchiamo di assicurare una dimensione più vicina a quella di casa propria, tanto meglio se riusciamo a tenere i malati con prognosi infausta nel calore della propria casa».

Valerio Profeta, responsabile del dipartimento di assistenza sanitaria territoriale, spiega che i malati terminali sono il 17% di quelli assistiti in Adi (assistenza domiciliare integrata) che in totale sono tremila. Sono dunque più di 500 i malati che fruirebbero di «un’assistenza medica, infermieristica e di supporto a casa. Così può ritardare ingresso nell'hospice o entrare nell'hospice, avere un miglioramento,e tornare a domicilio. Ci sarà una unica equipe specialistica(come abbiamo già fatto per la Sla e l’Alzheimer) che segue il paziente dall'ambulatorio al domicilio. I medici e infermieri che lavoreranno nella rete alterneranno i turni di lavoro nelle tre tipologie di strutture». Attualmente ci sono tre medici nell'hospice, uno in ambulatorio: ne sarà assunto un quinto, probabilmente un oncologo. «Prevediamo a breve di istituire gruppo di sostegno psicologico per le famiglie», conclude Profeta. Subito dopo sarà la volta delle cure domiciliari ai pazienti colpiti da ictus.

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