Cure non più gratis: modifiche possibili solo l’anno prossimo
Il Comune: correggeremo i criteri della compartecipazione quando la Regione avrà varato il nuovo piano sociale
TERAMO. La misura della compartecipazione economica ai servizi assistenziali forniti dal Comune sarà rivista con il varo del nuovo piano sociale regionale. L'operazione non si concluderà in tempi brevi e dunque per quest'anno le fasce di reddito Isee che regolano la contribuzione da parte delle famiglie ammesse alle prestazioni erogate dall'ente non saranno modificate.
A chiarire i passaggi del percorso che porterà all'eventuale modifica del sistema entrato in funzione in questi giorni è l'assessore ai servizi sociali Valeria Misticoni. Dopo le proteste da parte di genitori di ragazzi disabili costretti a rinunciare all'assistenza proprio a causa dell'elevato esborso richiesto dal Comune, l'amministratore fa il punto della situazione e rimanda alla stesura della nuova disciplina regionale in materia l’introduzione di correttivi. «Questo è il primo anno di applicazione del metodo basato sulla compartecipazione e su un diverso modello di calcolo dell'Isee», premette Valeria Misticoni, «per questo stiamo analizzando tutte le segnalazioni che ci arrivano anche con supporti tecnici». L'assessore rivendica la correttezza dei principi che hanno ispirato la riforma: il divieto di cumulo tra le prestazioni relative a quattro progetti di assistenza messi in campo dal Comune, che punta ad allargare la base dei beneficiari, e il contributo economico che, nell'impossibilità di garantire a tutti la gratuità dei servizi com'è stato finora, introduce forme di pagamento collegate al reddito Isee. Le contestazioni riguardano però le fasce di contribuzione, ritenute penalizzanti per le famiglie. «Il tetto massimo dei cinquemila euro l'anno per accedere all'esenzione totale non ce lo siamo inventati noi», precisa l'assessore, «ma è indicato nel piano sociale regionale». Dalla rivisitazione di questo strumento, dunque, deriverebbe la possibilità di riconsiderare gli scaglioni di reddito e i contributi corrispondenti richiesti a chi usufruisce dell'assistenza. Per il momento resta in vigore, insomma, anche la fascia più alta, indicata in 14mila euro di reddito Isee annuo, a partire dalla quale le prestazioni vengono erogate solo dietro copertura totale del costo di circa quindici euro all'ora.
Valeria Misticoni ricorda, inoltre, che tra le novità c'è la graduatoria annuale di accesso ai servizi che offre opportunità di rientro alle famiglie che per il 2015 hanno firmato la rinuncia ai servizi e soprattutto rende meno ingessata la possibilità d'inserirsi nei progetti assistenziali dell'ente. «Questo ci sembra un modo corretto di operare», conclude l'assessore, «si potranno apportare correttivi, ma sarebbe inutile farlo ora senza conoscere le linee del nuovo piano sociale regionale».
Gennaro Della Monica
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