Dà la pistola a un 13enne Carabiniere a processo

23 Maggio 2015

Appuntato accusato di aver portato a sparare in campagna il ragazzino con la sua Beretta di ordinanza. L’Arma lo ha sospeso dal servizio

TERAMO. Sarà un processo a stabilire cosa sia realmente accaduto. Perchè al termine dell’udienza preliminare il gip Giovanni de Rensis, respingendo le eccezioni sollevate dalla difesa in particolare sulla competenza di giurisdizione, ha rinviato a giudizio l’appuntato dei carabinieri Mirko Ferrari, 38 anni, di Colonnella, accusato dalla procura di aver dato la sua Beretta d’ordinanza a un ragazzino di 13 anni facendolo sparare in aperta campagna. Per il militare ( all’epoca dei fatti in servizio in Puglia e attualmente sospeso) l'accusa è quella di aver «determinato il minore non imputabile a commettere il delitto di porto di arma da guerra in luogo pubblico e addestrato indebitamente il minore all'uso dell'arma». Il ragazzino è il fratello di una conoscente del militare che qualche tempo fa è stato condannato a tre anni e dieci mesi dal tribunale di Ascoli per sequestro e lesioni personali alla donna, sentenza conferma in appello e per cui il suo legale, l’avvocato Florindo Tribotti, ha annunciato ricorso in Cassazione. I fatti (il fascicolo è del pm Irene Scordamaglia) si sono verificati a Controguerra nel 2012. All'uomo, che per questa vicenda ha già subito un procedimento da parte della procura militare, viene contestata anche la detenzione illegittima di un proiettile per arma comune da sparo e deve quindi rispondere anche del reato di aver determinato il minore a commettere il delitto di detenzione di munizionamento comune da sparo. (d.p.)

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