D’Alberto: è doveroso recuperare la S. Giuseppe

26 Ottobre 2018

Sindaco e giunta rispondono alle critiche di Cittadinanzattiva: «L’intervento potrebbe essere il primo lotto di un polo scolastico in centro storico»

TERAMO. Sulla pianificazione scolastica post-terremoto l’amministrazione D’Alberto tira dritto. È quanto si evince dalla risposta a Mauro Chilante, presidente dell’associazione Cittadinanzattiva, sulla questione del recupero della scuola San Giuseppe. Chilante giudicava inutile intervenire sul vecchio edificio senza la garanzia di poterlo adeguare sismicamente, auspicando la costruzione di una scuola ex novo.
La nota del Comune sottolinea «come la precedente amministrazione abbia presentato all’Usr un piano per l'edilizia scolastica che prevedeva in ordine di priorità la realizzazione dei poli scolastici San Giuseppe e D’Alessandro e, in subordine, il miglioramento/adeguamento sismico degli edifici esistenti. Gli sviluppi hanno portato a far sì che l’Usr abbia finanziato gli interventi alla scuola San Giuseppe, alla scuola media Savini, all'Istituto Braga e ad altri plessi, tralasciando l'ipotesi dei due poli scolastici. Nel piano era comunque prevista la conservazione dell’attuale edificio. Pertanto oggi procedere al recupero della scuola San Giuseppe rappresenta un atto dovuto, primo lotto di quello che potrebbe eventualmente essere il polo scolastico, anche in considerazione della non secondaria necessità di evitare il depauperamento delle attività in centro storico».
Per quanto riguarda la presunta rinuncia all’adeguamento sismico, per gli amministratori «l'affermazione è priva di fondamento, perché il bando indica chiaramente che il progettista come prima azione dovrà effettuare la “verifica di vulnerabilità sismica”. In quella sede si capirà se vi sono i margini per arrivare all'adeguamento sismico o se ci si dovrà limitare al miglioramento. Pertanto l'amministrazione per il momento va avanti con il progetto elaborato, al fine di ripristinare la normalità delle attività didattiche, penalizzate già per due anni scolastici, senza rinunciare a perseguire obiettivi più ambiziosi e di più ampio respiro».
Il Comune risponde a Chilante anche sulla riapertura di due classi al primo piano della scuola San Berardo, precisando: «Si tratta di operazione compatibile con le norme vigenti. L'interdizione del piano era stata una misura adottata in via cautelativa e rassicurante per i genitori, oggi parzialmente superata allo scopo di eliminare il disagio patito l'anno scorso e supportata dalle dichiarazioni dei tecnici che hanno effettuato ulteriori rilievi».
L’assessore Stefania Di Padova precisa che «l'ufficio tecnico ha costantemente dialogato con le associazioni aprendo un confronto costruttivo e mai interrotto». Il sindaco Gianguido D’Alberto, dal canto suo, sottolinea che «l'amministrazione comunale si dichiara comunque aperta al dialogo con le realtà associative, nei tavoli di confronto la cui attivazione è già in avanzata fase di preparazione».(red.te)