D’Alberto aderisce a “Polis 305”: «Ma continuerò a fare il sindaco»

2 Dicembre 2021

Il primo cittadino scarta la corsa per la Regione: «Mai in dubbio la prosecuzione dell’impegno in città»  E lancia l’intesa tra amministratori abruzzesi: Teramo è stata un laboratorio, ora deve contare di più

TERAMO . «Sono e resterò sindaco di Teramo». Gianguido D’Alberto sceglie i banchi della sala Spagnoli, nel palazzo del consiglio regionale all’Aquila, per mettere un punto fermo sul suo futuro politico. Lo fa nel giorno della presentazione di “Polis 305”, nuovo movimento civico che riunisce amministratori di oggi e del recente passato delle quattro province abruzzesi.
Seduto al fianco dell’aquilano Americo Di Benedetto, consigliere comunale e regionale, e degli ex sindaci di Pescara e Francavilla, Marco Alessandrini e Antonio Luciani, il primo cittadino teramano scandisce le parole che suonano come una ricandidatura per il secondo mandato nel 2023. Su questo, però, D’Alberto si limita solo ad aggiungere che «per quanto mi riguarda non è mai stata messa in discussione la prosecuzione dell’esperienza avviata in città».
Il sindaco, insomma, sgombera il campo dall’ipotesi che il suo coinvolgimento in “Polis 305” sia il primo passo verso la candidatura a presidente della Regione. «La politica ha tante variabili», spiega, «ma non è questo il mio scopo». La sua presenza insieme ai rappresentanti degli altri capoluoghi che hanno creato il «nuovo spazio di confronto e condivisione tra chi non si riconosce nei partiti tradizionali» guarda a un altro obiettivo. «Vogliamo portare il peso di Teramo in questa iniziativa», fa notare il primo cittadino che cita proprio l’esperienza della coalizione civica con cui ha vinto le elezioni nel 2018 come anticipatrice del progetto presentato ieri in Regione. «Teramo è stata un laboratorio dell’iniziativa che punta su un civismo non politicamente neutro, ma capace di valorizzare le migliori risorse del territorio».
L’iniziativa spazia, dunque, nell’area di centrosinistra senza però porsi in concorrenza rispetto ai partiti e in particolare al Pd. «Il recente incontro con i sindaci organizzato dalla dirigenza Dem», fa notare il primo cittadino, che è anche presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei comuni, «indica che è maturata la consapevolezza del ruolo degli amministratori locali».
D’Alberto marca invece una netta differenza tra “Polis 305” e altre «recenti esperienze all’apparenza simili, ma che nascono da tatticismi ed esigenze di ricollocazione politica, finendo per esprimere logiche correntizie se non personalistiche». Il nuovo progetto, ribadisce il sindaco, «non occupa ma crea spazio, ripartendo dai territori con pari dignità». Teramo, insomma, non poteva mancare questo appuntamento. «È un segnale pere restituire dignità e ricostruire un equilibrio territoriale», conclude il sindaco, «che ha rischiato di essere definitivamente compromesso».
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