D’Alberto: «Ai Comuni servono risorse, personale e deroghe»

14 Aprile 2024

Il sindaco sentito alla Camera come coordinatore Anci del cratere 2016 chiede di correggere le norme «Più chiarezza su contratti e fondi disponibili, più semplificazione in campo contabile e urbanistico»

TERAMO. «Nella ricostruzione post-calamità i Comuni devono avere un ruolo centrale. Ma sono necessarie risorse, personale e misure di semplificazione». È la sintesi di quanto ha dichiarato il sindaco di Teramo e coordinatore delle Anci del cratere sisma 2016, Gianguido D’Alberto, in audizione presso la commissione Ambiente della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge quadro in materia di ricostruzione post-calamità.
D’Alberto ha premesso: «Abbiamo bisogno di immediatezza organizzativa, normativa e finanziaria affinché i Comuni possano svolgere le proprie funzioni sia nella fase dell’emergenza che in quella della ricostruzione, due fasi che vanno di pari passo e non concepite separatamente. Apprezziamo pertanto l’iniziativa del Governo nel garantire certezza, stabilità e velocità dei processi di ricostruzione attraverso un quadro giuridico uniforme ma permangono alcune criticità da affrontare rispetto alla dotazione di personale per i Comuni e all’applicazione di sospensioni e deroghe finanziarie e contabili». Rispetto al personale dei Comuni interessati dal Piano di rilievo nazionale, ha sottolineato D’Alberto: «Valutiamo positivamente la volontà di potenziare gli uffici comunali interessati da eventi calamitosi che si trovano a dover svolgere tutte le attività fondamentali per avviare progetti di ricostruzione pubblica e privata. Ma è necessario specificare la durata dei contratti a tempo determinato, che dovranno avere una durata di almeno tre anni per rispondere all’esigenza di programmazione ed esecuzione delle attività di ricostruzione. Questo significa anche investire in competenze e professionalità che non devono essere disperse».
Sulle risorse economiche per il personale, il sindaco ha proseguito evidenziando che il disegno di legge all’articolo 8 comma 11, «che prevede che i Comuni svolgano tutte le attività straordinarie di ricostruzione a seguito di eventi eccezionali a saldi invariati “con le risorse umane, strumentali, e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, non è coerente con i compiti che i Comuni si trovano a dover svolgere. Sono necessarie risorse e personale dedicato».
Tra le criticità evidenziate dal sindaco teramano emerge anche la necessità di prevedere misure di deroghe contabili e finanziarie per i Comuni e una maggiore chiarezza sulla pianificazione urbanistica. «È necessaria», ha detto, «una semplificazione riconoscendo il ruolo centrale dei Comuni come soggetti attuatori della ricostruzione».
«Abbiamo l’occasione», ha concluso D’Alberto, «di raccogliere dal basso le istanze di quello che i territori hanno vissuto in questi anni. Facciamo in modo che quello che abbiamo vissuto non sia accaduto invano. Da parte dell’Anci ci sarà la massima collaborazione con il Governo ma i Comuni devono essere messi nella condizione di poter svolgere un ruolo centrale nella fase dell’emergenza e della ricostruzione».
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