D’Alberto: «Bene Legnini ma la nomina è arrivata tardi»
TERAMO. Soddisfatto ma non rilassato. La nomina di Giovanni Legnini a commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia non fa abbassare la guardia al sindaco e presidente regionale dell’...
TERAMO. Soddisfatto ma non rilassato. La nomina di Giovanni Legnini a commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia non fa abbassare la guardia al sindaco e presidente regionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni, Gianguido D’Alberto. «La soddisfazione c’è», sottolinea, «ma resta il fatto che siamo arrivati all’ultimo giorno e questo comporterà comunque un periodo di vuoto».
Legnini dovrà attendere comunque una serie di adempimenti burocratici prima di poter entrare a pieno regime nelle sue funzioni e questo si ripercuoterà sulle già lentissime procedure per l’uscita dall’emergenza. «Serviranno vari passaggi dopo la nomina e andrà ridefinita la struttura», rileva il primo cittadino teramano, «per cui saremo comunque senza commissario anche se per un periodo speriamo brevissimo». La designazione di Legnini era, anche se non espressamente, auspicata da D’Alberto e dall’Anci. «È il profilo che avevamo individuato e che a me interessava, al di là degli aspetti politici, per dare risposte concrete alle esigenze dei territori colpiti dal sisma», chiarisce il sindaco, «ma il commissario dovrà essere dotato degli strumenti necessari a operare».
Poche ore prima dell’annuncio della designazione, D’Alberto era uscito inviperito dall’ultima riunione della cabina di coordinamento per il sisma del Centro Italia presieduta dall’ormai ex commissario Piero Farabollini. Nella seduta è stata approvata l’ordinanza con cui vengono assegnati ai professionisti gli adempienti procedurali per la ricostruzione privata che finora sono stati in capo agli enti locali. «Trova applicazione una delle poche norme positive del decreto sisma», aveva fatto notare il primo cittadino teramano subito dopo l’incontro, «indirizzate alla semplificazione delle procedure e all’alleggerimento dell’iter burocratico pubblico». L’incertezza sulla nomina del sostituto di Farabollini, però, l’aveva indotto a una reazione veemente, con l’accusa al governo di aver arrecato «l’ultimo insulto» alle popolazioni in emergenza.
Per il 25 febbraio o una data vicina era in programma la riconsegna delle fasce da parte dei sindaci davanti a Palazzo Chigi. Alla luce della nomina l’iniziativa, se confermata, prenderebbe una piega diversa. «Potrebbe essere l’occasione per un primo incontro tra il commissario e i sindaci», conclude D’Alberto, «si tratterebbe di un segnale importante perché Legnini avvierebbe il suo mandato partendo dall’ascolto dei rappresentanti dei territori». (g.d.m.)
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