D’Alberto bis, il programma approvato dopo sette ore in aula

Le linee del mandato votate dalla sola maggioranza, l’opposizione le definisce «poco concrete» Marroni sul nuovo ospedale: «Non è messo nero su bianco l’impegno a favorire Villa Mosca»
TERAMO. Da una parte il sindaco con le sue linee programmatiche volte a disegnare la Teramo che verrà, dall'altra l'opposizione che ne ha criticato i contenuti parlando di documento «fotocopia del programma elettorale». Ieri sera, dopo quasi sette ore di discussione, il consiglio comunale ha votato quello che era l'unico punto all'ordine del giorno: le linee programmatiche, 56 pagine redatte dal sindaco Gianguido D'Alberto volte a descrivere quello che sarà il percorso da seguire nei prossimi cinque anni. La seduta si è aperta con un minuto di silenzio e diversi interventi in ricordo dell'avvocato Giandonato Morra, politico e amministratore scomparso sabato.
IL SINDACO. D'Alberto ha definito il documento come lo sguardo prospettico sulla città in linea «col lavoro di pianificazione e programmazione avviato nel precedente mandato: abbiamo 250 milioni di euro di finanziamenti, tramite diversi canali, per le opere pubbliche; abbiamo avviato progetti importantissimi e altri pronti a partire», ha detto elencando quanto già fatto nel primo quinquennio. Dalle assunzioni di personale agli interventi sul parco fluviale e sugli impianti sportivi, dalla riapertura dei siti culturali alla trasformazione della TeAm. Un lungo elenco nel quale D'Alberto ha inserito i progetti in fase di attuazione o di avvio: dal teatro romano al nuovo teatro comunale, dal mercato coperto alla ricostruzione post sisma. Rispondendo a chi, dall'opposizione, ha criticato le linee programmatiche definendole «fotocopia del programma elettorale», il sindaco ha precisato che «non potrebbe essere altrimenti: si tratta di quanto proposto ai cittadini, in continuità con un lavoro avviato cinque anni fa». Più volte D'Alberto ha ribadito l'obiettivo principale del suo mandato: consolidare Teramo città capoluogo e darle una vocazione culturale e turistica.
L'OPPOSIZIONE. Da Alessio D'Egidio (AmoTe) critiche sulla mancata ricostruzione, sul decoro urbano, sulla gestione della crisi del commercio. Temi toccati anche dagli altri consiglieri di minoranza, a partire da Maria Cristina Marroni che ha presentato un emendamento sul nuovo ospedale. Nel documento del sindaco sul punto si legge che «la scelta urbanistica spetterà al consiglio comunale». La consigliera ne ha chiesto la modifica in: «la scelta sarà limitata all'area di Villa Mosca e zone limitrofe», affinché l'impegno sulla tutela del sito esistente fosse messo nero su bianco. Ma l'emendamento non è consentito dal regolamento, come ricordato dal presidente Alberto Melarangelo. L'ospedale è tornato a più riprese in aula, anche dalla maggioranza: Andrea Core (Insieme possiamo) si è detto favorevole a un consiglio comunale dedicato con «la presenza dell'assessora regionale Verì che magari finalmente ci spiegherà che programmi la Regione ha». Dall'opposizione Niki Bartolini (Teramo sul serio) ha incalzato sui siti culturali (9 su 14) ancora chiusi e sulle tariffe elevate per mense scolastiche ed asili. Berardo Rabbuffo (Lega) ha definito il documento «poco concreto», mentre l'ex candidato sindaco Carlo Antonetti si è detto «deluso da un documento identico al programma elettorale e alla relazione di fine mandato» dove non si affrontano i «grandi temi della città, quelli dell'economia, del nuovo ospedale, del rilancio del centro storico». Luca Corona (Fratelli d'Italia) è tornato sull'assenza di concretezza su questioni legate alla sicurezza e alla ricostruzione, ed ha criticato i pochi fondi destinati alle manutenzioni «a fronte dei molti per gli eventi». Il documento è passato con i soli voti della maggioranza.
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