D’Alberto: «Colpa di Farabollini se il personale non è arrivato»

14 Dicembre 2019

Il sindaco accusa il commissario di aver tenuto ferma l’ordinanza per mesi perdendo tempo prezioso A gennaio i sindaci del cratere manifesteranno a Roma contro le mancate risposte del decreto sisma  

TERAMO. «Le 200 unità previste dal decreto Sblocca cantieri non sono state ancora assegnate ai Comuni per responsabilità del commissario, che si è tenuto l’ordinanza per sei mesi. Tempo buttato a fronte di una copertura finanziaria di 18 mesi a partire dall’approvazione del decreto».
Il duro atto di accusa nei confronti del commissario Piero Farabollini arriva dal sindaco Gianguido D’Alberto, che sottolinea come il mancato arrivo del personale aggiuntivo impedisca ai Comuni di chiedere il trasferimento delle funzioni per le pratiche relative ai danni leggeri. Teramo, così come stabilito nella ripartizione concordata con il direttore dell’Usr Vincenzo Rivera nella riunione di settembre al Parco della Scienza, avrebbe dovuto ottenere tre delle duecento unità in più previste dallo Sblocca cantieri per l’intero cratere sismico. A queste se ne sarebbero dovute aggiungere altre quattro recuperate grazie alle economie degli anni precedenti. Ma a oggi quel personale ancora non viene assegnato, con il risultato che l’ufficio sisma del Comune è rimasto con una sola unità di personale. Perché di quattro co.co.co. tre se ne sono andati, avendo trovato altri lavori. «Farabollini ci ha convocato a Roma per la cabina di coordinamento relativa all’ordinanza sulle 200 unità dello Sblocca cantieri per giovedì 19», spiega D’Alberto, «pochi giorni prima della sua scadenza fissata per il 31 dicembre. L’ordinanza, infatti, prima di essere firmata deve essere passare in cabina di coordinamento. Un passaggio che è avvenuto in ritardo di mesi. Dopo la cabina e la firma dell’ordinanza, inoltre, si dovrà aspettare il parere contabile, poi si dovranno attivare le procedure per il reclutamento e passerà altro tempo. Di fatto ad oggi, nonostante lo Sblocca cantieri abbia previsto la possibilità per i Comuni di chiedere il trasferimento delle funzioni per le pratiche relative ai danni lievi, quella norma è rimasta inattuata per via di un’ordinanza ferma sul tavolo del commissario».
Intanto monta anche la protesta contro il decreto sisma, diventato legge dopo l’approvazione in Senato. «A gennaio, probabilmente il 14, ci sarà una manifestazione a Roma promossa dall’Anci con tutti i sindaci del cratere», annuncia il sindaco, «con l’obiettivo di mantenere alta la tensione istituzionale. Rispetto al passato c’è un canale aperto, un tavolo con il Governo, ma mancano ancora quelle norme fondamentali per la ricostruzione». Un tema, quello del decreto sisma, di cui si è parlato ieri anche in commissione bilancio al Comune. «È un fallimento di questo governo Pd-M5s», ha commentato il consigliere di Futuro In Franco Fracassa, «le unità promesse in più non arriveranno e tutta la programmazione fatta da Rivera, che puntava a 100 pratiche mensili, salterà. Per uscire dall’emergenza così ci vorranno 40 anni. Abbiamo speso 370 milioni per lasciare la gente fuori casa senza far partire la ricostruzione. Adesso è ora di scendere in piazza, di andare tutti a protestare».
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