D’Alberto dal Papa con gli altri sindaci del cratere sismico

«È stato riconosciuto il nostro ruolo decisivo nell’emergenza ma ora va sbloccata la ricostruzione. All’Usr è tutto fermo»
TERAMO. Da un lato il ricordo di quei drammatici giorni e degli interventi che la Protezione civile ha messo in campo salvando vite umane, dall'altro l'obiettivo primario della prevenzione, che ancora oggi in Italia sembra non esistere. L'udienza davanti al Papa, che ieri mattina ha riunito in Vaticano l'intero mondo della protezione civile nazionale, è stata l'occasione per valorizzarne il ruolo sui territori, con un occhio di riguardo ai sindaci che sempre più spesso ne costituiscono l'avamposto sul territorio. Sindaci come quelli del cratere sismico del centro Italia, che in questi anni si sono trovati ad affrontare un'emergenza continua e che ieri hanno partecipato all'udienza col Santo Padre portando la propria esperienza.
Per il Teramano erano presenti il primo cittadino di Teramo Gianguido D'Alberto, quello di Montorio Ennio Facciolini e quello di Crognaleto Giuseppe D'Alonzo. «È stato un incontro molto importante», sottolinea D'Alberto, «nel quale è stato sottolineato l'impegno dell'intero sistema della protezione civile e riconosciuto il ruolo dei sindaci, ai quali tocca andare ad affrontare le questioni in prima linea e a dare risposte ai cittadini. Nel corso dell'udienza sono stati ricordati i numerosi interventi effettuati in questi anni, con il pontefice che ha ringraziato la Protezione civile per il lavoro svolto quotidianamente e invitato a valorizzarne l'aspetto fortemente educativo». Quello della protezione civile, però, è ormai diventato un intervento emergenziale costante. «Oggi dovrebbe essere la fase della ricostruzione», dice il sindaco di Teramo, «invece il nostro territorio vive ancora una fase di piena emergenza a due anni dal sisma, per effetto di una ricostruzione che è ancora ferma. Serve subito un'azione chiara perché non possiamo più permetterci questa situazione di stallo. Per quanto ci riguarda, non viene ancora chiarita la questione del potenziamento dell'Usr, nonostante gli annunci di 21 ulteriori unità di personale». (a.m.)
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