D’Alberto: «Deroga per il cratere»

Pepe (Pd) e Cipolletti (M5S): giusta la sospensione dell’iter
TERAMO. «La fusione non va fatta e portarla avanti, da parte di Regione e Governo, sarebbe un errore». Dopo la revoca da parte della Camera di commercio di Teramo della delibera del 2016 che disponeva l’accorpamento con l’Aquila il sindaco Gianguido D’Alberto torna sulla questione e lo fa per chiedere, in ogni caso, l’introduzione di una deroga al processo di fusione per gli enti camerali dei territori del cratere sismico. «L’atto del consiglio camerale di Teramo dimostra la contrarietà del territorio alla fusione», sottolinea D’Alberto, «A livello istituzionale chiediamo quindi che venga accolta la richiesta di sospenderla anche in virtù del fatto che la norma è all’esame della Corte Costizionale. In ogni caso chiediamo che venga stabilita una deroga all’accorpamento per gli enti camerali del cratere sismico, che hanno bisogno che questi presidi restino sul territorio».
Sulla questione interviene anche il vicecapogruppo regionale del Pd Dino Pepe. «Ora che il consiglio della Camera di commercio di Teramo ha votato, all’unanimità, la revoca della delibera di fusione», commenta, «bisogna che tutti rispettino il volere dell’ente camerale, delle associazioni imprenditoriali che lo compongono e dell’intero territorio teramano». Pepe, che ricorda di aver già presentato la scorsa estate una risoluzione, bocciata dal consiglio, in cui si chiedeva l’adozione di «una specifica deliberazione di giunta regionale» che sospendesse fino alla pronuncia della Consulta i procedimenti relativi all’accorpamento delle due camere, invita dunque l’amministrazione regionale a non procedere oltre. Sulla vicenda si registra anche l’intervento del consigliere regionale dei 5 Stelle Marco Cipolletti. «Oggi, finalmente, anche alla luce del mutato quadro legale di riferimento, si vuole correggere e riparare all’errore commesso poiché è apparso a tutti chiaro che la paventata fusione non porterebbe nessun vantaggio al teramano»,dichiara, «ma la deliberazione di revoca é solo il primo passo. Ritengo che la “politica teramana” generalmente intesa, debba far sentire la propria voce a sostegno della Camera di Commercio di Teramo».

